24 febbraio 2017 - Forlì, Cronaca

Decretato il fallimento della CCLG. Il commento dei sindacati

In un anno persi 300 posti di lavoro con la chiusura di tre realtà del settore

FORLI' - Il Tribunale di Forlì ha dichiarato il fallimento dell’azienda CCLG Spa, di proprietà dell’ex presidente di CNA Forli-Cesena Enzo Cortesi, che dava lavoro a oltre 120 persone e che si occupava della costruzione di impianti elettrici nei settori civile industriale, nautico e delle energie rinnovabili. Termina dunque una storia travagliata e dolorosa per i lavoratori: una lunga crisi iniziata nel 2013 che ha portato difficoltà sempre maggiori fino ad arrivare al mancato pagamento delle retribuzioni. Questo problema è aumentato gradualmente ma inesorabilmente fino a raggiungere un ritardo di 10 mensilità, mentre l’azienda continuava a chiedere responsabilità ai lavoratori e a impegnarsi in piani di rientro e ristrutturazione mai rispettati.

 

Intorno alla metà del 2015 i lavoratori, ormai in situazioni personali critiche dato l’aggravarsi del debito nei loro confronti, furono costretti a dimettersi per giusta causa dall’azienda e decisero di tutelare giuridicamente le loro posizioni, avviando prima un’ingiunzione di pagamento e, di fronte all’opposizione dell’azienda, persino un’istanza di fallimento, tentando la soluzione più drastica e dolorosa per tentare di recuperare le paghe frutto del loro lavoro. 

 

Anche in quel caso la Direzione di CCLG decise di prendere altro tempo, chiedendo l’ammissione a un concordato ma non presentando, pur avendo ottenuto dal Tribunale attraverso diverse proroghe 4 mesi di tempo, alcuno piano di concordato, denotando ancora una volta scarsa serietà e pochissimo interesse nei confronti di quelle persone che nel corso degli anni avevano contribuito alla ricchezza di questa importante realtà forlivese.

 

A seguito della mancata presentazione di un piano per il concordato è stato dunque decretato il fallimento della CCLG: ora spetterà alle autorità competenti definire le responsabilità anche eventualmente legali e le motivazioni dietro questo tentativo estremo ma totalmente inconcludente di evitare una fine annunciata da tempo. I lavoratori invece potranno invece attivare il percorso (anche questo lungo) per il recupero di quanto loro spettante, nella speranza che vi siano ancora delle risorse nel patrimonio aziendale che permettano di rientrare in parte di quanto è a loro dovuto.

 

Continua dunque la perdita di posti di lavoro e l’impoverimento industriale di questo territorio: questo fallimento segue quello delle aziende del gruppo ICOT e la chiusura per concordato della cooperativa CEIF: sommando solo queste tre situazioni si arriva a oltre 300 posti di lavoro persi nel settore metalmeccanico nel corso di un anno, con molte situazioni che ancora oggi rischiano di determinare ulteriori chiusure e licenziamenti. 

 

Le Segreterie di FIM - FIOM- UILM Territorio di Forlì

 

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