30 settembre 2016 - Forlì, Cronaca, Società

L'Associazione 'Amici della Tradizione Cattolica' scrive a Monsignor Lino Pizzi

Nella lettera si spiega in che modo potrebbe essere utilizzata la Chiesa di San Francesco

FORLÌ. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell'associazione "Amici della Tradizione Cattolica" a Monsignor Lino Pizzi con cui si indica un uso possibile della Chiesa di San Francesco in Forlì. Amici della Tradizione Cattolica è un’associazione culturale, nata a Forlì nel 2014, per diffondere e promuovere l’immutabile Dottrina Cattolica, la Liturgia Tradizionale e la cultura, l’arte e l’architettura sacra che ne sono espressione.

 

Associazione Culturale

Amici della Tradizione Cattolica

Forlì

LETTERA APERTA 

A Sua Ecc.za Rev.ma

Mons. Lino Pizzi

Vescovo di Forlì-Bertinoro

 

Oggetto: Proposta di utilizzo della Chiesa di S. Francesco in Forlì

 

«Lasciateci fare, Santissimo Padre, l’esperienza della Tradizione.

In mezzo a tutte le esperienze che si fanno attualmente,

che vi sia almeno l’esperienza di ciò che è stato fatto per venti secoli!»

mons. M. Lefebvre a S.S. Paolo VI

 

Eccellenza Reverendissima,

fra noi non c’è bisogno di presentazioni e passo subito al punto.

Come tanti cattolici di questa porzione di chiesa, anche i soci e gli amici dell’Associazione Culturale che rappresento, hanno appreso, con dolore, della partenza, dalla Diocesi, dei Frati Minori Francescani che lasceranno, purtroppo, il Santuario Antoniano di Montepaolo e la cura della Chiesa di S. Francesco, sita in C.so G. Garibaldi a Forlì.

Lo abbiamo appreso con sofferenza, ma non con rassegnazione, perché sappiamo che il Signore Onnipotente non abbandonerà mai la sua Chiesa, suscitando sempre “soluzioni nuove” ed adatte a cogliere i “segni dei tempi”.

Come Lei saprà, siamo un’associazione di laici cattolici, legalmente costituita e nata all’esclusivo scopo di diffondere e promuovere l’immutabile Dottrina Cattolica, la Liturgia Tradizionale e la cultura, l’arte e l’architettura sacra che, nel corso dei secoli, ne sono state l’espressione.

Siamo laici cattolici che hanno scelto di vivere la loro appartenenza alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana facendo “l’esperienza della Tradizione” e ricorrendo, per questo, alla guida spirituale dei sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Eccellenza, non possono bastare poche righe per descriverle quanto sia stato meraviglioso, per ciascuno di noi, riscoprire in tutta la sua grandezza, attraverso l’esempio, le catechesi, la predicazione, la direzione spirituale e l’ars celebrandi di questi zelanti ministri di Dio, la nostra Santa Religione.

Siamo famiglie e singoli fedeli che hanno trovato, nella Tradizione Cattolica, enormi grazie spirituali ed un’occasione unica di cammino nella Fede. Il solo fatto che, all’interno di un gruppo non numericamente significativo, sia già sorta una vocazione - per giunta adulta - al sacerdozio, ne rappresenta, crediamo, la conferma più eclatante.

Incoraggiati dalla splendida mobilitazione di migliaia di fedeli che si sono attivati per la salvaguardia del Santuario di Montepaolo, anche noi ci rivolgiamo a Lei, Pastore prudente e saggio di questa porzione di Chiesa, osando proporLe di favorire la destinazione d’uso della Chiesa di S. Francesco alla nostra associazione, così da scongiurare la chiusura anche di questo sacro luogo o, peggio, la sua riduzione ad usi diversi da quello originario.

Assieme ai soci ed agli amici dell’Associazione Culturale Amici della Tradizione Cattolica saremmo in grado di assicurarne la custodia e la manutenzione ordinaria e, quel che più conta, potremmo farvi celebrare, a cadenza regolare, la S. Messa di sempre, recitarvi il S. Rosario, svolgervi l’Adorazione Eucaristica Notturna, stabilirvi un coro polifonico e gregoriano ed organizzarvi eventi di carattere spirituale/culturale, in accordo con la nascente delegazione romagnola della “Milizia dell’Immacolata” fondata da P. Massimiliano Maria Kolbe, martire ad Auschwitz.

Noi sappiamo, Eccellenza, quanto lungimirante sia il Suo sguardo e quanto grande sia l’apertura a tutti i credenti in Cristo; prova ne è la concessione permanente di alcuni luoghi di culto a confessioni religiose che non hanno alcuna comunione col Romano Pontefice.  

Noi sappiamo quanto sia larga la disponibilità al dialogo con i più lontani da Cristo e dalla Sua Chiesa che, spesso, sono intervenuti, con la presenza e la parola, nelle nostre chiese, in occasione degli “incontri ecumenici ed interreligiosi”.

Siamo, perciò, fiduciosi che anche a noi, cattolici praticanti, che professiamo la stessa Fede “una cum Papa nostro Francisco”, non sarà preclusa la Sua benevolenza e la disponibilità a valutare serenamente laproposta fattiva che proviene da un esempio di quel laicato in cui tante aspettative si ripongono e si dichiarano.

Siamo certi che, in accordo allo spirito dell’attuale pontificato, anche Lei vorrà “uscire dalle secche” e dalle “sicurezze” per percorrere “strade nuove” dirigendosi verso di noi che siamo, a detta di qualcuno, la “periferia esistenziale della Chiesa”.

Siamo certi che vorrà farlo specialmente in quest’Anno della Misericordia in cui migliaia di porte sono state aperte, concretamente e simbolicamente, verso tutti.

Chiedendo la Sua benedizione per tutti noi e disponibili ad ogni approfondimento necessario in ordine alla richiesta a Lei rivolta, restiamo in attesa fiduciosa di un Suo paterno riscontro, pronti eventualmente a valutare anche soluzioni alternative a quella da noi proposta, purché utili a rendere possibile, nella città di Forlì, “l’esperienza della Tradizione”.

 

Il Presidente Daniele Casi

 

Forlì, 29 settembre 2016
Festa dei SS. Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

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