18 agosto 2016 - Forlì, Cultura, Politica, Società

L'Onorevole Marco Di Maio ricorda gli eventi che portarono alla morte dei membri della Banda Corbari

“Erano cinque martiri della Resistenza, morti per la libertà”

FORLÌ. Iris Versari, Silvio Corbari, Adriano Casadei, Arturo Spazzoli, Antonio "Tonino" Spazzoli. Cinque figure a cui Forlì e la Romagna devono eterna gratitudine per il sacrificio compiuto, assieme a quello di tanti altri come loro, durante la Resistenza. Le loro gesta contro gli oppressori nazifascisti, li avevano resi noti in molti luoghi della Romagna, trasformandoli in simboli e dunque anche in bersagli. 

 

È la spiata di un loro conoscente (un traditore, una spia o qualcuno indotto a parlare dalle terribili sevizie a cui venivano sottoposto i prigionieri arrestati dai fascisti), a svelare i loro nascondigli e a farli cadere nella trappola mortale. 

 

Così nel primo mattino del 18 agosto 1944 a Cà Cornio, nelle montagne tra Modigliana e Tredozio succede l'irreparabile. Qui un commando di fascisti col supporto di truppe militari naziste si presenta all'improvviso per andare annientare la "Banda Corbari". Fanno irruzione in casa e uno di loro viene ucciso da Iris Versari. Impossibilitata a fuggire per la ferita ad una gamba, la donna si dà da fare per difendere i compagni e pur di non finire nelle mani degli assalitori, si toglie la vita. 

 

Fuori i nazi-fascisti sono troppi e troppo armati per essere battuti e accerchiano Corbari, Casadei e Arturo Spazzoli. I primi due prelevati e portati a Castrocaro, dove sono impiccati e mostrati come "trofeo" e monito alla popolazione. Spazzoli, invece, viene ammazzato nel tragitto verso Forlì, sul Monte Trebbo, probabilmente per i suoi continui lamenti dovuti alle ferite riportate. Il convoglio fascista arriva a Forlì e si dirige in piazza Saffi, ai cui lampioni  appende i corpi privi di vita dei quattro partigiani Versari, Corbari, Casadei e Spazzoli.

 

Ad assistere a quella scena terrificante c'è anche, Antonio "Tonino" Spazzoli, fratello di Arturo, portato con la forza davanti ai cadaveri dei suoi compagni dagli aguzzini che lo avevano in prigionia da qualche giorno. Era stato catturato qualche giorno prima nella "sua" Coccolia e portato nel carcere di Forlì. Nonostante le indicibili torture a cui fu sottoposto, non rivelò mai nulla sugli altri partigiani che assieme a lui componevano la "Banda Corbari". Si dice, addirittura, che al momento dell'arresto si mangiò letteralmente un foglio in cui erano annotati i nominativi di tutti coloro che erano legati alla banda Corbari. 

 

Dopo aver assistito all'esibizione del cadavere del fratello e degli altri tre compagni, Tonino fu riportato a Coccolia e barbaramente ucciso davanti agli occhi terrorizzati della comunità in cui viveva e che lo conosceva da sempre.

 

Iris Versari, Silvio Corbari, Adriano Casadei, Adriano Spazzoli, Tonino Spazzoli: cinque martiri della Resistenza, morti per la libertà.

 

Marco Di Maio - Comunicazione

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