17 luglio 2016 - Forlì, Politica

Francesco Minutillo sospeso da “Fratelli d'Italia”

Durissime le reazioni del mondo politico locale e nazionale

FORLÌ. È stato ufficialmente sospeso dal partito politico “Fratelli d'Italia” il militante e portavoce forlivese Francesco Minutillo a causa delle sue dichiarazioni rese prima su facebook e poi alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”. Lo riporta l'Ansa in una nota.

Durissime le reazioni del mondo politico nazionale e locale. Il Sindaco di Forlì Davide Drei, in un post su facebook, afferma: “Un fenomeno! Parlo di un giovane avvocato forlivese che in un post di 10 righe ha insultato, nell'ordine: islamici, omosessuali, neri, magistrati, profughi, l'Italia, l'Europa, i cristiani (da difendere con leggi razziali...), gli italiani, la Costituzione, i partigiani. 
L'infimo livello del ragionamento si commenta da sé, a cui è già stato dato fin troppo risalto. Da spedire subito nel dimenticatoio delle cose squallide e insulse. Una delle affermazioni però, più delle altre, mi fa rabbia. Quando cita la "schifosa costituzione". Ehi ragazzo, abbi rispetto per quella Carta costituzionale nata dal sangue degli Italiani 70 anni fa. E' la stessa per cui oggi tu puoi dire quello che dici senza patirne conseguenze. È la sintesi della differenza tra regime e democrazia. Quest'ultima sarà sempre possibile migliorarla. Ma non la metteremo certo in discussione, anche nei tempi difficili che viviamo.

Indignazione è stata espressa anche dal Direttore de Il Giornale d'Italia Francesco Storace, a cui Francesco Minutillo ha dedicato, nel pomeriggio, una lunga lettera aperta, di seguito riportata:

 

Egregio Direttore,
ho letto, sorpreso e divertito, l’articolo pubblicato sul Vostro (tra camerati…) importantissimo quotidiano nazionale. Divertito perché il Titolo (“Un Minutillo di non voluta celebrità”) compie un mirabile -e personalmente apprezzabile- gioco di parole degno di quel grande battutista che è il Segretario Nazionale de La Destra (partito che, incredibilmente, come la Sonda Voyager oramai in viaggio verso la lontana Fascia degli Asteroidi, resiste oltre ogni ragionevole programma e continua il suo viaggio nello spazio più inconsistente). Sorpreso perché tra un articolo sulle “torture ai poliziotti”, uno sulla Bolkestein ed uno sulle grane giudiziarie dei 5 Stelle, il suo giornale trova il tempo e le energie per informare i suoi numerosissimi lettori della telefonata intercorsa tra lo scrivente e la trasmissione radiofonica La Zanzara riguardo un Post di Facebook sui fatti di Nizza (evidentemente non v’è molto “da fare” in siffatta redazione, ma tant’è).
Soprassiedo sulla rancorosa quanto faziosa descrizione della telefonata, versione che avrei anche potuto accettare se a farla fosse stato un giornalista sinistroide o sinistronzo. Ma quando ad indignarsi (la voce del verbo indignare le è sempre stata cara, a quanto mi risulta) per il politically incorrect è lo stesso personaggio che a richiesta di dire “qualcosa di destra” rispose “a frociiii!”, non riesco a trattenere un sorrisetto. 
Brutta cosa essere faziosi, caro direttore. Soprattutto quando lo si è nei confronti di qualcuno che ha svolto fino in fondo il proprio lavoro di segretario provinciale in quella – quasi fino in fondo – bella esperienza, rifiutando ogni altra candidatura, se non in quella del proprio partito di allora, pur nella consapevolezza che il capitano aveva scelto di far affondare la nave. Poco importa: la riconoscenza non è di questo mondo. Semmai lo è la sindrome della "moglie tradita". Se di tradimento si può parlare.
Brutta cosa essere faziosi specialmente quando si sceglie di stare dalla parte degli islamici (e dei partigiani!!) criticando coloro (come lo scrivente) che questo islamismo dilagante hanno il coraggio di combatterlo, anche con frasi forti e volutamente provocatorie, così augurandosi il risveglio delle coscienze addormentate del volgo disperso. Quasi che (il dubbio è forte) dopo aver riabbracciato l’Ex Presidente della Camera ora si vogliano abbracciare i principi dell’attuale Presidente della Camera (forse che, invece che con le case a Montecarlo, in una sorta di Sindrome di Stoccolma, avete dei problemi con le… Camere?)
Non starò qui a precisare quanto di errato ci sia nel Vostro articolo, o quanto il duo Parenzo/Cruciani abbia provveduto a “tagliare” per far emergere solo quello che volevano loro (peraltro riuscendoci malamente): dubito che i suoi lettori abbiano – come ha avuto lei – interesse ad ascoltare la telefonata, ma – qualora lo facessero – si renderebbero conto che se il Vostro giornale rimane virtuale, e non verrà mai stampato, una ragione ci sarà.
Una replica però è dovuta: Voi mi contestate di aver erroneamente citato (a sproposito) il Manifesto di Verona che parlava di “massimo rispetto per i musulmani”. 
In realtà l’errore è doppiamente vostro. Non solo non avete colto il mio richiamo ad un Nuovo Manifesto di Verona teso a difendere la cristianità contro l’invasione umana, sociale, economica e culturale degli islamici (in semplice analogia a quello che, mutatis mutandis, fu all’epoca la Carta di Verona) ma dimostrate di ben poco conoscere anche il testo storico sul quale, invece, pretendete di impartire lezioncine. Perché l’ottavo punto parlava espressamente non tanto di “massimo rispetto per i musulmani” quanto piuttosto di “rispetto assoluto degli INDIGENI, soprattutto quelli musulmani”. Che è cosa ben diversa. Rispetto sì, ma a patto che stiano nelle colonie ovvero dove sono… indigeni. Principio che è perfettamente in linea con quanto sostenuto dallo scrivente. E quando parlavo di “difesa della cristianità” certamente ritrovavo affinità con il punto sesto della Carta secondo cui la “Religione ufficiale è identificata con quella cattolica apostolica romana”; ovvero una assoluta presa di posizione che, ne son certo, avrebbe visto i Padri di Verona storcere il naso di fronte al vostro articoletto di oggi.
In ultimo e per dovere di cronaca: non ho nulla contro la perfida Albione. Anzi: negli ultimi anni ho avuto occasione di aprire uno studio legale anche nella City indi per cui mi trovo spesso Oltre Manica. Ecco spiegato la foto del profilo: scattata durante una mia normale giornata di lavoro (di cui, sì, sono orgoglioso) in quel di Londra. 
Tanto dovevo e Saluti Romani (sperando che non siano divenuti indigesti).
Avv. Francesco Minutillo

PS : non c’entra nulla ma l’occasione è propizia; ho notato che ultimamente il Segretario de La Destra ha avuto occasione di affermare che “La destra ha bisogno di unità e non di personalismi”. Ottimo auspicio. Da attuare in prima persona però, soprattutto quando ne viene offerta l’occasione. Altrimenti sono solo parole. Non intenti”.

 

(Michele Dori)

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