Dieci anni del laboratorio metalmeccanico in carcere - fotonotizia

FORLÌ. Si è svolto oggi, venerdì 22 aprile, l’evento per festeggiare i 10 anni del laboratorio produttivo di assemblaggio metalmeccanico, Altremani, interno alla Casa Circondariale di Forlì.

 

Il laboratorio, nato nel 2006, rappresenta un’esperienza di grande successo, per nulla scontato all’interno di un carcere, sia in termini occupazionali che economici. Questa realtà tutta forlivese, infatti, rappresenta un’eccellenza nel panorama carcerario nazionale non solo per gli oltre 55 detenuti che in questi anni ha coinvolto, ma anche grazie all’indipendenza economica raggiunta, superando le difficoltà strutturali, logistiche, normative e relazionali caratterizzanti le attività in carcere che spesso ne compromettono non solo l’autosufficienza economica ma la stessa sostenibilità.

 

Oggi a festeggiare i suoi primi 10 anni erano presenti i grandi protagonisti di allora e di oggi; in primis le due imprese virtuose del nostro territorio Mareco Luce e Vossloh Schwabe che, dimostrando una forte responsabilità sociale, forniscono le commesse che permettono al Laboratorio di sostenersi e svilupparsi.

A questi due grandi protagonisti, si aggiunge l’ente di formazione Techne che coordina e monitora quotidianamente le attività e le cooperative San Giuseppe prima (fino al 2013) e Lavoro Con poi (dal 2013 ad oggi), che negli anni si sono fatte carico dell’assunzione dei detenuti, permettendo di raggiungere indici produttivi e qualitativi di ottimo livello.

 

“Altremani - spiega Lia Benvenuti, direttore generale di Techne – con i suoi attuali 5 detenuti assunti ed un valore della produzione annuo di circa 45.000 euro, viene, a ben ragione, considerato una buona pratica da replicare in altri contesti detentivi. Il passo successivo – continua la Benvenuti – è quello di riuscire ad offrire un lavoro ai detenuti subito dopo la scarcerazione per poter compiere un concreto reingresso nella società e nella legalità”.

 

“Risultati per nulla scontati –– sottolinea Palma Mercurio, direttrice della Casa Circondariale di Forlì – ottenuti grazie al lavoro e alla collaborazione di una rete territoriale fatta di enti pubblici e privati nonchè di preziosi collaboratori interni ed esterni al carcere. Dare lavoro in carcere – continua la Mercurio – significa dare una speranza a questi detenuti che attraverso il lavoro vengono rieducati alla legalità e alle regole della società civile”.

 

Tra gli ospiti d’onore Franco Vazio, Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera che ha sottolineato come in Italia ci sia il 50% del tasso di recidiva tra i detenuti ma che di fronte ad esperienze di lavoro in carcere, quali il Laboratorio Altremani, si riesca a raggiungere una reale rieducazione, riabilitazione e reinserimento del detenuto nella società. “Spesso – sottolinea Vazio – il cittadino chiede allo Stato un carcere “custodiale” e repressivo non avendo invece coscienza del fatto che solo con la rieducazione e la riabilitazione attraverso il lavoro si scongiurano i pericoli di recidiva”.

 

“Siamo orgogliosi di essere arrivati a questo traguardo – spiega Luigi Mondardini, presidente di Mareco Luce – e siamo consapevoli che il Laboratorio abbia ancora grandi potenzialità in termini produttivi. La grande sfida infatti – continua Mondardini – è quella di riuscire a trovare una nuova impresa committente che come noi creda nel lavoro come rieducazione e riabilitazione dei detenuti”.

 

“Il ruolo delle imprese virtuose che hanno sostenuto il Laboratorio – spiega Marco Di Maio, Deputato della Repubblica - è stato determinante per il successo dell’iniziativa e ritengo che la responsabilità sociale di imprenditori così sensibili debba essere premiata anche con riconoscimenti e clausole sociali all’interno degli appalti pubblici”.

 

Hanno partecipato ai festeggiamenti, oltre ai protagonisti che hanno fatto la storia del Laboratorio, numerose autorità locali e nazionali tra le quali Franco Vazio, Vicepresidente Commissione Giustizia della Camera; Marco di Maio, Deputato della Repubblica; Cesare Trevisani, membro del Comitato Etico di Confindustria Nazionale e ancora Paolo Zoffoli, Consigliere Regionali Emilia Romagna; Armando Reho, Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria; Desi Bruno, Garante Regionale dei detenuti; Francesco Errani, Servizio Programmazione Politiche della Formazione della Regione Emilia Romagna; Davide Drei, Sindaco Comune di Forlì; Andrea Severi, Direttore della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì; Giacomo Golinucci, Vicepresidente Confindustria Forlì-Cesena; Kevin Bravi, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Forlì-Cesena; Mauro Neri, Presidente Confcooperative Forlì-Cesena; Leonardo Belli, Presidente Assiprov Forlì-Cesena, Rosa Alba Casella, direttrice Casa circondariale di Forlì nel 2006.

 

L’evento è rientrato nell’anniversario del 90° di Confindustria Forlì-Cesena in quanto le due virtuose imprese committenti, Mareco Luce e Vossloh Schwabe, sono ad essa associate.

 

 

Ufficio Stampa Techne

 

 

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