22 marzo 2016 - Forlì, Cultura, Società

Doppio senso, senzasenso

Forlì ha una rete ciclabile senza capo né coda, percorsi progettati, realizzati, mantenuti male, con una segnaletica verticale ed orizzontale pasticciata, a volte mancante, a volte ridondante, spesso sbagliata.

Un approccio superficiale ed approssimativo che testimonia la scarsa attenzione verso una modalità di spostamento, la bicicletta, che altrove (dall’ONU all’OMS, dalla Comunità Europea alle grandi capitali fino alle tante città virtuose di cui si legge ogni giorno) è diventata la chiave di volta per migliorare non solo il traffico, ma la vivibilità e la qualità urbana.

Tra i tanti esempi negativi forlivesi segnalo questo di via Giacomo della Torre, Centro Storico, Campus Universitario.

 

Via G.d.T. porta in Piazzale Solieri, cioé davanti all’ingresso principale dell’Università; come è consuetudine nella nostra città lo spazio è utilizzato come parcheggio, così come tutte le vie limitrofe.

E si sta lavorando per dotare il Campus di quanti più posti auto possibile, a spese di aree verdi ed alberi (altra triste consuetudine).

Nemmeno la realizzazione del Campus è riuscita a stimolare una visone della mobilità un minimo evoluta, sostenibile, virtuosa.

 

Via G.d.T. era, come tutte le strade del Centro Storico, a senso unico, misura che ha il solo scopo di permettere il transito e la sosta del maggior numero possibile di auto.

Senza tenere alcun conto di chi si sposta in bici, che così si vede costretto a lunghe circonvoluzioni per raggiungere mete che distano magari poche decine di metri.

Giustamente i ciclisti ovviano a questa assurda vessazione facendo la cosa più logica e naturale, pedalando controsenso.

Invece che risolvere la questione in modo organico e complessivo, si procede con interventi sporadici ed estemporanei.

Come appunto è stato fatto in via G.d.T., mettendo in opera non un percorso ciclabile - attenzione! - ma un doppio senso limitato alle bici.

Quindi la strada non è più a senso unico.

Ma, a causa dei sensi unici, in bicicletta non si riesce, teoricamente, ad imboccarla.

A meno di non arrivarci portandola a mano, sul marciapiede.

In compenso potrebbe imboccarla chi esce dal parcheggio di Piazzale Solieri con la propria auto, visto che sotto al segnale di doppio senso di circolazione manca la freccia con l’obbligo di svolta, al quale andrebbe abbinato il pannello “eccetto bici”.

In Comune dovrebbero sapere quale segnaletica va apposta, visto che è già stato fatto in situazioni simili.

Poco aiuta la segnaletica orizzontale (striscia bianca continua, frecce e pittogrammi della bici) da tempo appena percettibile.

Eppure questa segnaletica era stata definita indispensabile per la sicurezza dei ciclisti (in altre occasioni - corso Garibaldi, via Matteucci - anche il fondo di colore rosso, che in via G.d.T. non è stato previsto, chissà perché).

Una volta che siete nella corsia di marcia con la vostra bici, pedalate per ben 125 metri e vi ritrovate alla fine del doppio senso di marcia, su un incrocio (che se non altro è costituito da una piattaforma rialzata, che obbliga le auto a rallentare, un po’).

Una volta lì, l’unica possibilità, sempre grazie ai sensi unici, e sempre teoricamente, è prendere via Lombardini e uscire dal Centro Storico.

Per di più al termine del tratto riservato alle bici è stato messo un segnale di “fine pista ciclabile”, il che dà bene l’idea di come opera chi si occupa di viabilità e segnaletica.

Creando confusione negli utenti della strada e possibili complicazioni in caso di incidente, con conseguenze per lo stesso Comune (e quindi, alla fin fine, sempre noi).

 

In questo senso si può dire che la viabilità forlivese, per come è realizzata, è anche fortemente diseducativa.

 

Giancarlo Romanini

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.