31 dicembre 2015 - Forlì, Società

Acustica Ambientale: "questa sconosciuta"

Il nostro territorio non brilla certo per l'acustica dei teatri e delle sale multimediali....

“...because sound it's a serious business” recitava così lo slogan di una famosa compagnia americana a metà degli anni 90. Eh certo, per un'azienda leader nell'audio professionale per forza che il suono è una roba seria. Al tempo ero un ragazzino e andavo a Cattolica a caricare i camion pronti per i vari tour estivi, beata giovinezza.

 

A vent'anni di distanza lo stesso slogan suona invece come un sottile monito, rivolto più al cautelarsi dagli insuccessi che a badare al marchio e alla forma. Infatti il parere del pubblico sulla riuscita o meno di uno spettacolo ha uno strano comportamento: se tutto fila senza intoppi… l'evento fa notizia tra un si e un no, se c'è invece qualcosa che va storto (suono, location, organizzazione) diventa un'occasione memorabile e da ricordare per tagliar giacche su come si sentiva male, per dirne una a caso.

 

Il nostro territorio non brilla certo per l'acustica dei teatri e delle sale multimediali. Il teatro Diego Fabbri, Testori, Il Piccolo, La Saletta S. Caterina, Melozzo, L'Auditoriom A. Masini (e mi fermo per compassione). Tutti luoghi pensati (o ristrutturati) per la musica, ma allestiti forse da un pool di architetti sordi. Un'acustica ambientale da tunnel del metrò non aiuta un gran chè una compagnia teatrale che si esibisce o un concerto di musica classica o leggera. Io ho avuto modo di lavorare più o meno in tutte le strutture sopra citate, e devo dire che nessuna di esse rispetta lontanamente gli standard acustici minimi per essere messa in esercizio come “teatro” o “auditorium”. Standard che per altro sono spesso legati al solo buon senso.

 

Mi rivolgo alla Pubblica Amministrazione, agli Enti, alle Fondazioni, alle Associazioni che hanno in gestione suddette strutture: ma perché non ne sistemate UNA dico io, a regola d'arte. Almeno per convogliare su di essa gli eventi che necessitano obbligatoriamente di un acustica controllata. VI sembrerà incredibile, ma esistono ditte specializzate che si occupano esclusivamente di rilevare e correggere l'acustica di un determinato ambiente. E allora coraggio, dopo una rapida ricerca su Google alzate la cornetta per un preventivo ed un sopralluogo assolutamente gratuito, non fatemi fare come quello che vende i quadri in TV.

Oppure non vi è interesse a ristrutturare nulla? E' così? Il business dello spettacolo non giustifica una minima spesa su Forlì? Bene! Allora diamo il teatro di turno in mano ai cinesi che in 48h ti piazzano un mega sushi-bar zin-zin, clik-clak, yo-yo, e così sia.

 

Va bè, sono partito per la tangente. Devo chiudere: La Chiesa Di San Giacomo. Non ho ancora avuto la disgrazia di ascoltare con le mie orecchie lo scempio acustico perpetrato in una struttura a dir poco splendida, ma mi sono giunte voci da persone fidate circa la totale inadeguatezza dell'edificio ad ospitare una qualsivoglia emissione sonora, polemica per altro già ampiamente dibattuta sulla stampa locale. C'è da dire però che il soffitto lamellare esteticamente piace molto... che bello; è del tutto inutile poiché rappresenta solamente un surrogato di un diffusore a resto quadratico (QRD), assolve forse ad una funzione di raffreddamento della navata per dissipazione tipo freezer? Oppure serve per ghigliottinare gli spettatori distratti con un sapiente sgancio di pannelli?

 

E dire che Forlì si aspettava al San Giacomo gli AC/DC… cari concittadini, ci dovremo accontentare della sempre scoppiettante Orietta Berti. “...Fin che la barca vaaaaaa….” è la canzone più in voga tra gli assessorati alla cultura della nostra bella provincia, lo sapevate?

 

 

Enrico Zattoni

www.arcangelorecording.it

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