12 dicembre 2015 - Forlì, Politica

Rifondazione Comunista accusa: “Il Pd è asservito alle lobby del cemento”

FORLÌ. Quasi in modo clandestino il Partito Democratico sta cercando di far passare in Consiglio Comunale, tradendo palesemente e radicalmente il mandato degli elettori con corpose e ampie varianti al Piano Regolatore Generale, la cementificazione di centinaia di metri quadrati in delle zone del territorio che invece andrebbero tutelate.

Due esempi macroscopici:

A) Intorno all’Ospedale Pierantoni dove la modifica riguarda la creazione di un’area commerciale enorme in cui si vuole diminuire la tutela fluviale con possibili pericoli anche di esondazioni, in una zona paesaggisticamente molto fragile e adatta semmai all’espansione del Parco Urbano.

B) Intorno a Pieve acquedotto zona assolutamente da salvaguardare in quanto già fortemente inquinata dalla presenza dei due inceneritori dove viene monetizzata un’area di 913 mq di verde pubblico, modificata l’altezza massima degli edifici da 30 a 50 metri e ridotto l’indice di visuale libero rispetto ai confini.

Insomma, si permette un’espansione edilizia dissennata in aree che erano esplicitamente difese dalla cementificazione nel programma elettorale della coalizione elettorale del Sindaco e dell’Amministrazione Drei, leggiamo infatti: «La “Città Compatta” è quella delimitata dal fiume Montone e dai nuovi assi tangenziali. Lì dentro si possono concentrare i principali interventi residenziali. Fuori, è meglio preservare la nostra campagna. Occorre porre questo principio al centro delle scelte di pianificazione urbanistica future. Il concetto di consumo del territorio deve essere superato culturalmente dal concetto di recupero».

Questo saccheggio del territorio è ancora più grave se si pensa che all’interno della città ci sono migliaia di metri quadrati e decine di edifici vuoti o che sono destinati al degrado in quanto non utilizzati. Basta ricordare i negozi sfitti del Centro Storico, il Centro Commerciale i Portici, l’ex Hotel Universal o le decine di capannoni industriali e commerciali vuoti in ogni angolo del territorio.

Dove sono andati a finire tutti i discorsi sulla tutela del territorio, dei beni comuni, sull’ambiente come bene prezioso e irriproducibile?

E cosa ne pensa l’ex Sindaco Balzani di questo saccheggio? Lui che più volte si era fregiato del consumo “0” del suolo? E le associazioni ambientaliste o per la tutela del paesaggio?

Dov’è finita la partecipazione dei cittadini nelle scelte importanti della città quando una trasformazione così ampia e impattante sul territorio si sta cercando di far passare nel silenzio più assoluto, senza nemmeno un dibattito pubblico?

Chiediamo perciò a tutti i Consiglieri Comunali di non approvare le varianti al Piano Regolatore Generale e di aprire un dibattito pubblico sul futuro urbanistico della città.

 

Nicola Candido Segretario Rifondazione Comunista Forlì - Comunicazione

 

 

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