28 ottobre 2015 - Forlì, Politica

Piano antidegrado, critiche anche da Rifondazione

“Ravviviamo il centro senza militarizzarlo”

FORLÌ. Apprendiamo dell’istituzione di una task force di vigili che sarà attiva nel centro storico a partire dal 5 novembre. La motivazione alla base di questa decisione starebbe nell’intenzione di lavorare sulla funzionalità, sul tema della bellezza e della sicurezza coerentemente al progetto di promozione culturale e artistica. Un bel modo, per descrivere un provvedimento che in realtà è dispendioso e inutile. Chiunque visiti il Centro, soprattutto durante la sera, avrà notato una costante presenza delle forze dell’ordine. Eppure pare che il senso di insicurezza rimanga il medesimo e viene sfruttato (se non addirittura fomentato) da partiti come Lega Nord e affini. Sarà la task force la soluzione giusta?

Al fine di costituire una maggiore attrattività turistica e al contempo di ridurre la sensazione di insicurezza, non sarebbe più edificante un reale progetto di attività per ravvivare la vita nel Centro, facendo, finalmente, delle scelte strutturali e permanenti, e creando un legame con i negozianti e i vari portatori d’interessi locali, coniugando le esigenze dei cittadini e quelle dei negozianti? Questa sarebbe la base per un qualsiasi piano strategico sensato, ma il legame con i cittadini (i principali portatori di interessi del territorio) e la partecipazione non è stata per ora la priorità della giunta, come dimostrano la situazione di incertezza e l’approssimazione in cui versano i quartieri e alla quale si è cercato di sopperire con un regolamento lacunoso e burocratico che ha tolto molte risorse economiche e scoraggerà la partecipazione: evidentemente gli stakeholder (i portatori di interessi) che interessano e che si vogliono tutelare sono altri.

Vorremmo poi chiedere la definizione di degrado urbano. Forse il vero degrado non è quello che deriva da una gestione urbana dove si favorisce la speculazione e la cementificazione dissennata, come la zona dei Portici o del parcheggio San Domenico, ecomostro nel Centro della città? Oppure lo sperpero di centinaia di migliaia di euro per dei lampioni che ora si vogliono sostituire? Oppure l’imbrattamento, da parte di un consigliere comunale della destra di un monumento della città come il sacrario dei partigiani per il quale nessun provvedimento è stato adottato? Alimentando il senso di impunità di pochi privilegiati?

Nonostante ciò, Lega Nord e Partito Democratico vanno a braccetto proponendo le stesse inutili soluzioni: la task force e l’aumento del controllo sui cittadini, nemmeno fossimo in un mediocre film western, oppure alimentando “armi di distrazione di massa” come dare la colpa di tutto ai Migranti, gli unici che ancora si adattano a vivere in un centro storico invivibile. Poco servito dagli autobus, attraversato continuamente da auto ed inquinato, lasciato all’incuria come nella zona della Ripa, poco verde e per nulla a misura dei bambini e degli anziani.

Ma le promesse delle campagna elettorale dove sono andate a finire? L’aumento della zona pedonalizzata? La costruzione di un percorso verde, dal Campus alla Ripa? La zona del divertimento che renda il centro accogliente anche per i giovani?

Per far ripartire il Centro Storico, quindi, occorre renderlo vivibile ed attraente e non certo militarizzarlo con provvedimenti dispendiosi ed inutili.

 

Nicola Candido, Segretario del Partito della Rifondazione Comunista - Comunicazione

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