24 settembre 2015 - Forlì, Politica

Spese legali fuori controllo, bocciata la commissione d'inchiesta

M5S all'attacco: "PD moralmente complice di eventuali profili di responsabilità"

FORLI' - La maggioranza ha bocciato la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle di istituire una commissione d’inchiesta specifica che indaghi sulla regolarità di affidamento e gestione, da parte del Comune di Forlì, di quegli incarichi legali che hanno generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro. 

 

"Una cifra elevatissima che costringerà l'amministrazione, come ammesso da alcuni esponenti di giunta, a “tirare la cinghia” e a risparmiare, per esempio, sugli interventi di emergenza ambientale - commentano i pentastellati che proseguono - A nostro parere chi ha votato contro l’istituzione di questa commissione è da considerarsi moralmente 'complice' degli eventuali profili di responsabilità erariale o penale che dovessero emergere; la motivazione addotta dal PD di voler attendere il pronunciamento della Corte dei Conti è del tutto inaccettabile".

Il M5S presenterà, nei prossimi giorni, un dettagliato esposto alla magistratura sulla vicenda, lo annunciano Daniele Vergini e Simone Benini

 

In piena seduta di consiglio comunale il M5S ha indicato quelle che ha definito le “tempistiche sospette di tutta questa situazione”. 

 

“Nella loro relazione i revisori dei conti, che hanno accertato il debito extra bilancio, parlano di irregolarità contabili che si protraevano da 20 anni: possibile che in tutti questi anni nessun amministratore, a partire dall’assessore Briccolani, si sia mai accorto di nulla? Di come le spese legali fossero costantemente e stranamente molto basse? Forse faceva comodo non vedere per avere più margine di manovra e più potere di spesa!?”, dichiarano ancora dai pentastellati. 

 

I cinquestelle ricostruiscono la faccenda così: "Fra i motivi che giustificavano l'attivazione di una commissione d'inchiesta il M5S cita anche le difficoltà riscontrate per ottenere i documenti relativi a questo “scandalo”: “Solo 3 settimane dopo il voto in consiglio, gli uffici hanno terminato di consegnarci “determine di assegnazione incarichi” e “note pro forma”, la documentazione minima che sarebbe stata necessaria ai consiglieri per produrre un voto realmente informato alla delibera di legittimazione, approvata nel consiglio comunale del 28 luglio scorso. Inoltre le note pro forma erano tutte non registrate al protocollo e, nonostante si riferissero anche a cause che risalgono a 20 anni fa, presentavano tutte date molto recenti". 

 

I consiglieri del movimento parlano inoltre di assegnazioni degli incarichi avvenute impegnando a bilancio solo un fondo spese iniziale di circa 1000 euro, senza pattuire un compenso in fase di stipula del contratto, e senza che si procedesse ad un aggiornamento costi man mano che i processi evolvevano, lasciando al legale, di fatto, la facoltà di decidere il prezzo.

 

“Pare che La Forgia abbia stipulato un accordo per il pagamento delle parcelle degli avvocati Di Giovanni e Alberti (che sommati formano il 90% del debito fuori bilancio) rispettivamente in data 23 luglio e 20 luglio; guarda caso solo il 23 luglio è stata convocata la commissione consiliare che ha informato noi consiglieri di questo buco facendo scoppiare il caso": questi accordi, che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo scovato mediante accesso agli atti, sono stati stipulati da La Forgia a nome del Comune e di fatto hanno interrotto ogni possibile prescrizione e vincolato il Comune di Forlì al pagamento del debito.

 

Nel mirino del M5S anche il sindaco e di alcuni capigruppo che hanno impedito, secondo loro, di portare con urgenza in consiglio comunale la richiesta di sospensione cautelativa di La Forgia da tutti gli incarichi. 

 

Il Movimento 5 stelle di Forlì si dice infine esterrefatto dall’intenzione espressa dalla giunta comunale di sborsare altri 15.000 euro per una ulteriore valutazione sulla congruità delle spese legali in oggetto da parte di un cosiddetto ente terzo: “come se non fossero finiti in fumo già tanti soldi, come se si potesse considerare 'ente terzo' un professionista a libro paga del comune! E, ciliegina sulla torta, la selezione avverrà mediante l'invio di lettera d’invito, senza bando interno o esterno!” 

 

I cinquestelle ritengono opportuno ed urgente convocare ed interpellare nuovamente il collegio dei revisori per capire se il loro parere su opinamento delle parcelle, legittimazione e pagamento del debito extra bilancio vada eventualmente rivisto e riformulato.

 

Enrico Samorì

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