14 settembre 2015 - Forlì, Società

La forma di maltrattamento più ignorata: l’isolamento sociale.

Vediamo troppo spesso cani abbandonati a se stessi in giardini immensi ( o peggio ancora chiusi in piccoli box o terrazzi)

FORLI' - Molte persone decidono di prendere un cane perché magari hanno un bel giardino o un grande spazio esterno, convinti che i bisogni del cane possano essere così soddisfatti e per completare il loro bel quadretto di famiglia con cane.

 

Questo vuol dire che il cane è relegato per tutta la sua vita nel giardino, senza entrare mai in casa, senza condividere con la famiglia niente, concedendogli nella maggior parte dei casi poche attenzioni o per lo meno non quelle che il cane necessita per essere felice ed appagato .Prima di prendere un cane bisognerebbe informarsi bene, e farsi un po’ di cultura cinofila per sapere come funziona la gestione di un cane. Vediamo troppo spesso cani  abbandonati a se stessi in giardini immensi ( o peggio ancora chiusi in piccoli box o terrazzi), senza mai un contatto con il padrone, senza mai fare una passeggiata, senza mai aver la possibilità di interagire. E poi si meravigliano se il cane diventa aggressivo o è ingestibile! E’ sempre colpa del padrone! i cani devono uscire anche se si possiede un grande giardino, per poter scoprire ed esplorare il mondo, incontrare persone diverse, stimoli nuovi ed i propri simili. 

ll cane è un animale sociale e ama stare a contatto con il proprio compagno di vita ed aver un suo ruolo in famiglia. Peggio ancora è quando il cane viene relegato in piccoli spazi come un terrazzo o un balcone, solitamente questa soluzione viene presa dalle famiglie dopo che il cane è stato per un po’ in casa, e quelle famiglie che pensano che il cane in casa sia bravo e tranquillo, ma non sempre è così , bisogna insegnarglielo con i giusti metodi. Il cane obbedisce a regole e motivazioni assai diverse da quelle che crediamo noi. Le difficoltà che si creano nel rapporto tra uomo e cane si risolvono nella maggior parte dei casi con un accorgimento molto semplice: comprendere il cane e saper comunicare con lui. In questo caso vi può aiutare un buon educatore cinofilo.
Picchiare il cane, procurargli dolore fisico, tenerlo alla catena, non curare le sue malattie, non dargli da mangiare e da bere sono formule di maltrattamento ben visibili e di cui la maggior parte della gente con buon cuore se ne accorge subito e impossibile da ignorare,  difficile invece è individuare appunto il dolore psicofisico del cane causato da stress e da queste situazioni.    
Per il cane fa parte di un gruppo è tutto, essendo  un  animale sociale. Se viene ignorato e non ha un ruolo il suo equilibrio psicofisico viene danneggiato.

Quindi non prendete un cane solo perché avete il giardino o altri spazi per lui, perché il cane non necessita di spazio ma di tempo e attenzioni per lui. Non lasciate il vostro cane da solo in casa senza stimoli mentali per lunghi periodi, piuttosto dategli un kong o un osso da sgranocchiare    in vostra assenza.  Non dovete sgridare il cane se in vostra assenza ha scavato una buca o rotto un paio di ciabatte, il cane associa causa effetto per pochi secondi, dopo tante ore non capirebbe il perché della vostra sgridata e avrete solo l’effetto di confonderlo e spaventarlo.

 Anche se avete ampi spazi  dovete portare il vostro cane in passeggiata, in modo che lui possa esplorare, la passeggiata è uno dei bisogni fondamentali del cane .Se il vostro cane in vostro assenza abbaia sempre, scava buche, mastica tutto ciò che trova è solo sintomo di uno stress psicofisico, non sono certo dispetti.

Se vedete un cane tenuto in terrazzo tutto il giorno o in uno spazio piccolo o giardinetto senza riparo dal sole e dalla pioggia, chiamate  le guardie zoofile e segnalate il maltrattamento.    
Una campagna importante contro l’isolamento sociale è stata fatta dall’associazione L’amico fedele nella Regione Marche e l’associazione Compagni di vita di Castrocaro ha sostenuto e continua a trasmettere la campagna attraverso i suoi canali di comunicazione affinchè tutti siano a conoscenza che l’isolamento sociale è una delle forme più ignorate di maltrattamento del cane.
A tale proposito questa settimana raccontiamo la storia di Shaki una dolcissima cagnona che per due anni ha vissuto chiusa in una stanza, infatti era il doppio di quello che è ora. Dolcissima e buona con le persone è stata salvata da una volontaria che per fortuna non ha ignorato questo malatrattamento e l’ha rimessa in forma. Ora cerca famiglia ,a questo link    https://www.facebook.com/media/set/?set=a.430840390441244.1073741835.112208432304443&type=3      

                             
Monica De Stein - Associazione Compagni di vita – Castrocaro Terme 
 Centro Cinofilo del parco Fluviale
www.compagnidivita.it

 

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