19 agosto 2015 - Forlì, Economia & Lavoro, Sanità

Il Comune di Forlì in aiuto alla classe media

Due formule per aiutare chi non arriva alla fine del mese, oltre 500mila euro stanziati

FORLÌ. È ormai un luogo comune che la crisi, che perdura dal 2007, abbia inciso significativamente soprattutto sulla classe media. Per questo motivo, il Comune di Forlì ha predisposto 571mila euro di misure a sostegno dei redditi medi. Due le formule scelte, per venire incontro a due problematiche differenti: un bando per il fondo morosità incolpevole (271mila euro) e le misure straordinarie anticrisi (300mila euro).

 

Misure straordinarie. Per accedere ai fondi delle “misure straordinarie anticrisi”, sarà necessario presentare regolare domanda a partire dal 17 agosto 2015 al Comune di Forlì – Servizio Politiche di Welfare – U.O. Adulti e politiche abitative. Le istanze dovranno pervenire entro il 29 febbraio 2016.

Sono beneficiari i cittadini italiani, europei o anche non europei, purché con permesso o carta di soggiorno di durata non inferiore ad un anno.

Il profilo ideale è quello di un lavoratore subordinato residente a Forlì che, per effetto della crisi, ha perduto il lavoro, abbia subito la sospensione della cassa integrazione o abbia avuto una riduzione dell'orario di lavoro superiore al 20 per cento, abbia subito il mancato rinnovo del contratto a tempo determinato (anche co.co.co.) per cause riconducibili alla crisi economica.

Sarà, inoltre, necessario essere in ben precisi valori Isee: pari o inferiore a 20mila euro per nucleo familiare; reddito Isee presunto per il 2015 per il nucleo familiare pari o inferiore a 8500 euro.

Una volta stabilito chi abbia diritto alle misure straordinarie, saranno erogati 360 contributi, di cui 120 da 500 euro una tantum per i nuclei familiari senza soggetti minorenni e 240 da 1000 euro per nuclei familiari con soggetti minorenni.

Fondo morosità incolpevole. Potranno accedere al “Fondo morosità incolpevole” tutti coloro che non riescono più a pagare l'affitto a causa della perdita del lavoro, di una significativa riduzione dell'orario di lavoro, di un periodo di cassa integrazione che limiti le entrate familiari, del mancato rinnovo di contratti a termine, di cessazione di attività libero-professionali, di malattia grave.

Il caso classico è quello del cittadino che è stato già colpito dallo sfratto per morosità, che risiede da almeno un anno nell'alloggio, che non è titolare di diritti reali, che ha un Isee non superiore a 26mila euro e che ha subito una consistente riduzione della capacità reddituale.

Le domande devono essere presentate al Servizio Politiche di Welfare a partire dal 1° luglio 2015 e fino ad esaurimento del fondo.

 

Critiche. Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Davide Drei, dall'Assessore al Welfare Raoul Mosconi e dai segretari generali locali da Paride Amanti, Luigi Foschi e Vanis Treossi, segretari locali dei tre sindacati Cgil, Uil e Cisl. Lo strumento è stato, infatti, realizzato di concerto con le sigle sindacali, che hanno dato il loro supporto e la loro conoscenza del problema, soprattutto per quel che riguarda il Fondo morosità incolpevole a sostegno della casa.

A tal proposito, Vanis Treossi ha avanzato una critica, ricordando che, visto che la crisi degli sfratti non è iniziata da poco, ma ormai da diversi anni, si poteva pensare a misure di questo tipo anche un po' prima.

 

(Michele Dori)

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