5 agosto 2015 - Forlì, Politica

Lettera aperta di Destinazione Forlì sulle dimissioni dell'assessore Bellini

FORLÌ. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Destinazione Forlì sulla vicenda delle dimissioni dell'Assessore Bellini.

 

Ieri si è dimesso l'assessore Bellini. 

Che dire. Lo aveva detto fin dall'inizio del mandato che non sarebbe arrivato fino alla fine dei 5 anni.

Aveva detto che se non si fosse cambiato l'art. 35 dello Sblocca Italia si sarebbe dimesso e così ha fatto.

Ora viene da chiedersi come potesse pensare di non doversi dimettere. 

A livello locale e nazionale sono anni che si lavora per autorizzare gli inceneritori a bruciare rifiuti provenienti da ogni dove per non farli andare in bancarotta (nonostante gli incentivi vergognosi).

Hanno cominciato allargando il bacino all'interno del quale andavano prese le decisioni, dalla Provincia alla Regione, dimenticandosi che l'unico ad averne realmente titolo era il Comune (come da Costituzione Italiana). Hanno proseguito con il vergognoso Sblocca Italia e con l'invenzione europea di coefficienti climatici che rendessero possibile il cambio di autorizzazione a R1 così da permettere l'arrivo di rifiuti da fuori, perfino degli speciali, che a Forli sono già troppi, essendo in funzione anche l'inceneritore per rifiuti speciali ospedalieri Mengozzi. 

Alla fine ci sono riusciti.

Le uniche cose che si sarebbero potute fare non sono state fatte e nemmeno seriamente provate. Portare a regime il Porta a Porta in un anno e portar via la raccolta degli urbani ad Hera almeno tre anni fa, quando c'era il vuoto normativo, in modo da farne vacillare le fondamenta e fare un'azione giudiziaria contro le norme regionali e nazionali incostituzionali che non hanno garantito al Comune, negli ultimi decenni, di gestire il ciclo dei rifiuti in maniera virtuosa. 

È stato vergognoso non fare ricorso, a gennaio 2015, contro l'articolo 35 come si è fatto in altre Regioni, proprio dopo una campagna elettorale fondata sulla difesa a denti stretti dell'ambiente.

Tutte queste cose non si sono volute fare, ma si è voluto dar credito a sciocchezze colossali come la volontà presunta della Regione di impostare una gestione virtuosa dei rifiuti e l'accordo Regione-Hera-Iren per non accettare i rifiuti da fuori provincia.

Sapevano già tutto e che erano parole al vento. 

Infatti all'interrogazione del consigliere Corvini che chiedeva di avere la certezza che Hera avesse coerentemente ritirato la domanda di autorizzazione R1, l'ex assessore Bellini ha risposto in modo evasivo e imbarazzato.

Ora il Sindaco Drei con uno scatto d'orgoglio, prima di continuare a perdere altri pezzi di Giunta e di Consiglio, riuscirà a sfruttare l'unica arma che gli è rimasta in mano per bloccare l'autorizzazione all'aumento di potenzialità di Hera da 120.000 tonnellate annue a 180.000? 

Non si contano più le volte in cui, prima l'associazione Clan-Destino e poi, in Consiglio Comunale, DestinAzione Forli hanno supplicato di sfruttare la delibera provinciale sulla qualità dell'aria che già bloccò definitivamente la centrale Elettra (turbogas da 800 MW) circa 10 anni fa, per bloccare le autorizzazioni agli aumenti degli inceneritori (Hera e Mengozzi) e la creazione di nuovi impianti (come i biodigestori e le centrali di cogenerazione da 1 MW) che erano in contrasto con le prescrizioni di tale delibera.

Ci riproviamo ancora una volta.

Chissà che un miracolo non possa succedere.

 

Destinazione Forlì

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