30 luglio 2015 - Forlì, Cronaca, Società

Rotonda di Pianetto, la condanna di Italia Nostra

Progetto “dannoso per la salvaguardia dell’area archeologica di Mevaniola e per l’occlusione di un rio con rischio idrogeologico”

GALEATA - Come la stampa locale ha riportato nei giorni scori, prenderanno avvio a breve i lavori di avvio della rotonda sulla strada di Panetto. La  notizia non è stata certo presa bene da Italia Nostra che affida ad una nota stampa il proprio sdegno e contrarietà al progetto.

 

“Italia Nostra si era opposta fin da gennaio a questo inutile progetto” si ribadisce ancora una volta nel comunicato inviato alle redazioni giornalistiche del territorio ma anche all’Unione dei Comuni della Romagna forlivese così come alla Presidenza dell’Assemblea Legislativa, a Stefano Bonaccini (governatore dell’Emilia Roamgna) alle soprintendenze all’Archeologia e alle Belle Arti/ Paesaggi regionali. Da ultimi ma non in ordine di importanza, l’invio anche al sindaco del Comune di Galeata, Elisa Deo, e al Segretario regionale  del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo .

 

Italia Nostra parla di un piano “dannoso per la salvaguardia dell’area archeologica di Mevaniola e per l’occlusione  di un rio con rischio idrogeologico”.

Secondo quanto riportato dalla sezione locale dell’ Associazione per la salvaguardia e la conservazione dell'ambiente e del territorio nonostante le varianti applicate al piano (presentato già nel 2009) mancherebbero ancora oggi  motivazioni plausibili per procedere ai lavori. “L’ultimo progetto – condanna ancora Italia Nostra - peggiora se possibile quello iniziale, dovendo superare un forte dislivello ed occupando in parte il sedime del Rio Secco, già reso pericoloso per la chiusa a monte che incombe sulla chiesa e convento di Pianetto ed ora  a rischio di esondazione con le attuali variazioni climatiche”.

 

Il gruppo evidenzia inoltre i costi elevatissimi di questo intervento che comunque non valorizzerebbe le potenzialità culturali e ambientali della località montana tanto meno i siti archeologici di Mevaniola, Villa di Teodorico e lo stesso castello di Panetto. Anzi il rischio è di compromettere pesantemente il contesto. 

 

 Enrico Samorì

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