22 maggio 2015 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro, Società

Galeata record regionale per gli affitti: una famiglia su tre

FORLÌ-CESENA. Le famiglie che vivono in provincia di Ravenna sono quelle che fanno meno ricorso alle locazioni in Emilia Romagna (ultimo posto nella graduatoria delle province con il 15,9%). È quanto emerge da un'analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che ha tracciato una mappa dei comuni dove si vive di più in affitto.

Faenza (al 1° posto con il 20,9%) è l¹unico comune in provincia di Ravenna con una percentuale di famiglie in affitto superiore a quella regionale (19,5%). Seguono in graduatoria Castel Bolognese (18,9% e 2° posto) e Casola Valsenio (18,4% e 3° posto). Vivere in affitto non piace agli abitanti di Bagnara di Romagna (ultimo posto con il 10,3%), Cotignola (penultimo con il 12,2%) e Sant'Agata sul Santerno (terzultimo con il 12,3%).

Il record regionale spetta invece al piccolo comune di Galeata in provincia di Forlì-Cesena, dove quasi una famiglia su tre alloggia in un immobile affittato (1° posto e 30,3%), poco meno del doppio della media nazionale (17,9%). Fra i primi dieci comuni dell¹Emilia Romagna con più case in affitto i capoluoghi di provincia la fanno da padroni: Bologna è seconda con il 29,7%, Modena e Piacenza terze a pari merito con il 26,4%, e Parma quinta con il 25,5%. Largamente diffusi gli affitti nei comuni di quest'ultima provincia, soprattutto a Fornovo di Taro (5° posto ex-aequo con Parma), Fidenza (6° posto e 24,7%) e Colorno (10° posto e 23,8%). Nella graduatoria regionale spiccano anche i comuni bolognesi di Bazzano (4° posto e 25,8%) e di Casalecchio di Reno (9° posto e 23,9%), oltre ai due comuni piacentini di Castel San Giovanni (7° posto e 24,6%) e di Fiorenzuola d'Arda (8° posto e 24,1%).

“In Italia fino ad oggi ­ commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti ­ a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d'immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell'affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca ­ prosegue Spronelli ­ certamente si è avviato un percorso virtuoso. L¹ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un¹accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da sedici anni e Napoli da dodici. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l¹inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l'immobile diventi la sua residenza principale”.

In Emilia Romagna le province con più famiglie in affitto sono quelle di Bologna (1° posto con il 22,7%), Parma (2° e 21,1%) e Piacenza (3° e 20,5%). Nella media regionale Modena (4° con il 19,8%), Reggio Emilia (5° e 18%) e Forlì-Cesena (6° e 17,8%). Poco utilizzati i contratti d'affitto in provincia di Rimini (7° e 16,9%), Ferrara (8° e 16,2%).
 

Fra le regioni italiane dove si ricorre molto all¹affitto, l'Emilia Romagna occupa il 6° posto (con il 19,5%) in una graduatoria dominata da Campania (1°posto e 24,4%), Valle d¹Aosta (2° e 22,5%), Liguria (3° e 22,2%) e Piemonte (4° e 22,1%). Percentuali molto basse di persone che utilizzano la locazione in Molise (ultimo con il 10,9%), Basilicata (penultima con l'11,9%) e Sardegna (terzultima con il 12,5%).

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