21 marzo 2015 - Forlì, Agenda, Società

"La necropoli di Campostrino"

Indagini archeologiche nell'area del nuovo Campus universitario

FORLI' - Proseguono gli incontri con l'archeologia, promossi dalla Sezione di Forlì di Italia Nostra e dall'Associazione Culturale La Foglia. Giovedì 26 marzo, alle ore 16,30, presso la Sala San Francesco, sarà la volta de  "La necropoli di Campostrino"

Nell’ambito della verifica preventiva dell’interesse archeologico per i lavori di costruzione del Nuovo Campus Universitario di Forlì, sono venuti alla luce i resti di una vasta area cimiteriale, di cui si era persa memoria, inquadrabile cronologicamente tra il XVII e il XVIII secolo. 

 

La necropoli si estendeva su una superficie di oltre 900 mq ed era costituita da più di 270 tombe scavate nel terreno. All’interno delle singole sepolture era deposto un numero variabile di individui (da 1 a 6), di sesso sia maschile sia femminile, appartenenti a diverse classi di età, per un totale di oltre 400 salme. Di particolare interesse appaiono le modalità di sepoltura, dalle caratteristiche molto variabili: nella maggior parte dei casi le salme sono deposte supine, ma non mancano individui collocati in posizione prona o sul fianco. In rare occasioni i defunti sono accompagnati da oggetti di corredo, come medagliette devozionali, rosari e poche monete.

 

La scarsa accuratezza nelle modalità di sepoltura, insieme alla povertà dei corredi, lasciano ipotizzare che si tratti di un’area sepolcrale destinata a una popolazione di ceto medio-basso. 
L’area in cui è stata rinvenuta la necropoli ha mantenuto, nel tempo, una collocazione marginale rispetto alla città; particolarmente interessante è la continuità di funzioni della zona dall’epoca romana, in cui essa era adibita a “Campus Ustrinus” (luogo in cui si bruciavano i cadaveri), fino a tempi molto recenti, come dimostrato dalla presenza della moderna Camera Mortuaria dell’Ospedale. 

I resti scheletrici e i materiali rinvenuti nel corso dello scavo sono attualmente in corso di studio nell’ambito di un progetto portato avanti dalla Soprintendenza Archeologia Emilia Romagna in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, i cui risultati contribuiranno a restituire un importante spaccato sociale ed economico della popolazione di Forlì tra il XVII e il XVIII secolo.

 

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