20 marzo 2015 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi

Sabato a Meldola la commemorazione del 71° anniversario della morte di ANTONIO CARINI

La città ricorda il partigiano della 8° Brigata Garibaldi e Medaglia d'Argento al Valore Militare

MELDOLA -  Sabato 21 marzo 2015 a Meldola si terranno le celebrazioni in occasione del 71° anniversario della morte di ANTONIO CARINI (Orsi) Partigiano della 8° Brigata Garibaldi e Medaglia d'Argento al Valore Militare.

 

Questo il programma della mattinata:

ore 9:30 Saluto e benvenuto presso piazza Orsini: interventi del Sindaco di Meldola e del Sindaco di Monticelli d'Ongina

 

ore 9:45 Partenza corteo verso Ponte dei Veneziani preceduto dalla Banda "Normanno Maurizi" di Civitella di ROmanga, posa di una corona al Cippo e intervento commemorativo di Stefano Pronti Presidente ANPI Piacenza

 

ore 11:00 Teatro Dragoni di Meldola, incontro con studenti e cittadini. 
Proiezione del video "Cercare Memorie" prodotto dall'Istituto Comprensivo di Meldola
Interventi: Carlo Sarpieri Presidente ANPI Forlì Cesena, Tamer Favali Segretario Gen.le SPI Piacenza

 

ore 11:30 Intervento conclusivo di Roberta Mira storica, ricercatrice presso l'Università di Bologna

Presiede: Paola Borghesi, Presidente ANPI Meldola

La Commemorazione è patrocinata dall’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, dall’Unione Rubicone e Mare,  da tutti i Comuni della Provincia Forlì Cesena e dall’Istituto Storico Forlì-Cesena

 

 

 

ANTONIO CARINI (ORSI), cenni storici:

 

Catturato il 9 marzo 1944 presso Gualdo Antonio Carini (Orsi) venne tradotto alla Rocca dove fu orribilmente torturato. Il 13 Marzo ormai distrutto venne legato per i piedi ad un auto e trascinato sul ponte dei Veneziani dove i fascisti lo accoltellarono più volte per poi gettarlo nel fiume Ronco.

Antonio Carini nacque il 7 Ottobre 1902 a Monticelli d’Ongina (Pc). Iniziò a lavorare a 13 anni impiegandosi come barcaiolo insieme al padre. Si iscrisse precocemente al Partito Comunista e proprio per la sua profonda fede antifascista fu costretto ad emigrare prima a New York poi a Buenos Aires

Nel 1936 senza esitazioni partì per la Spagna pronto a combattere contro Franco. Col grado di Sergente entrò nel Battaglione Garibaldi e prese parte a tutti i combattimenti prima sul fronte di Madrid e poi a Huesca, a Farlete (sul fronte di Saragozza) e sull’Ebro. Venne ferito tre volte ma continuò con coraggio a combattere ricoprendo sempre incarichi di maggiore responsabilità. Nel 1939 quando partecipò alla difesa di Barcellona era Commissario Politico addetto all’intendenza del Battaglione Garibaldi. Una volta deciso il ritiro delle Brigate Internazionali dalla Spagna si ritirò in Francia ma già nel 1941 il Partito Comunista Italiano lo richiamò in patria.
Arrestato e processato a Piacenza fu condannato a quattro anni di confino a Ventotene dove uscì nel 1943 alla caduta del fascismo. Nell’agosto di quello stesso anno si trovava già a Piacenza dove riorganizzò il Partito Comunista.
Subito dopo l’8 Settembre, come ispettore del Comando Generale delle Brigate d’assalto Garibaldi, partecipò all’organizzazione di diverse formazioni partigiane nella zona Emiliana sino a che non fu nominato Commissario Politico dell’Ottava Brigata Garibaldi operante in Romagna

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