12 marzo 2015 - Forlì, Economia & Lavoro, Politica

Forlì, l'aliquota Irpef mette d'accordo Rifondazione e Lega e penalizza i redditi mediobassi

Candido (rifondazione) e Mezzacapo (Lega) attaccano l'amministrazione sulla scelta operata

FORLI' - "Dopo le dichiarazioni dell’Assessore Briccolani, sul Bilancio preventivo 2015, non ci sono più dubbi, l’Amministrazione Comunale di Forlì, al pari del Governo Renzi, è di destra perché favorisce i cittadini più ricchi e benestanti a discapito delle fasce sociali più deboli".

 

Lo sostiene Nicola Candido, segretario della Rifondazione Comunista di Forlì che a riprova di quanto dichiarato si sofferma sull'addizionale Irpef che così come presentata dal Comune sarebbe suddivisa in due fasce di reddito, fino a 15 mila e superiore ai 15 mila. Nel primo caso i cittadini che rientrano in questa fascia pagheranno lo 0.6% mentre chi sforerà sarà tassato con un aliquota dello 0.8%.

"L’Amministrazione Drei è un Robin Hood al contrario, prende ai poveri per dare ai ricchi. In Comuni a noi vicini, come Cesena, si prevedono ben 5 aliquote e chi ha un reddito pari a 15.000 euro ha una addizionale Irpef solo dello 0,40 (a Forlì è dello 0,80) ed è prevista un’esenzione totale per i redditi inferiori a 10.000 euro. A Forlì, invece, il limite di esenzione è prossimo alla soglia di povertà, tassando anche coloro che hanno un reddito di appena 8000 euro annui. Le medesime scelte si sono compiute per la TASI, colpendo allo stesso modo chi ha una rendita catastale di 200 euro e chi una di 2000". 

 

La critica all'aliquota Irpef, però, non arriva solo da Rifondazione ma anche dalla Lega Nord: "Il Comune di Forlì può spaziare entro confini prestabiliti dalla legge fino al limite massimo dell’0,80%, differenziando l’aliquota in base agli scaglioni di reddito dei cittadini" spiega Daniele Mezzacapo che non ha di certo apprezzato la scelta dell'amministrazione di ricorrere all'aliquota massima. "Questa saccente Giunta modifica e incide con l’aliquota massima  sulle fasce deboli e medio deboli della società forlivese, di fatto creando uno squilibrio sociale con le fasce sociali ricche per reddito".
Altra campana ma stessa considerazione, quindi.

"In pratica, la nuova modifica all’aliquota, equipara chi guadagna 16.000 con chi ne guadagna 80.000, e prevede l’applicazione in modo squilibrato della stessa imposizione Irpef, assurdo!" 
"Forlì comune virtuoso? Forse, e comunque, sulla pelle dei più deboli" - conclude il segretario Comunale della Lega Nord.

 

Enrico Samorì

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