12 marzo 2015 - Forlì, Cronaca, Società

Carcere di Forlì, il sopralluogo della Regione

Nel resoconto della Garante Desi Bruno si conferma la data del trasferimento alla nuova struttura

FORLI' - Lunedì, come avevamo anticipato qualche giorno fa la Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione, Desi Bruno, ha visitato la casa circondariale di Forlì, accompagnata dalla Comandante di reparto della Polizia penitenziaria, Michela Zattoni; in seguito, si è svolto un confronto sulla situazione detentiva forlivese con la direttrice dell’istituto penitenziario, Palma Mercurio.

 

Tante le differenze che la garante ha potuto notare rispetto allo scorso anno: prima di tutto le presenze si sono ridotte di un terzo e ad oggi gran parte dei detenuti è collocata in cella singola con uno spazio a disposizione sufficiente come disposto dalla Corte europea.

A fronte di una capienza regolamentare di 144 persone, il 9 marzo scorso erano presenti 112 detenuti di cui 19 donne.

Del totale meno della meta, solo 62, sono i condannati in via definitiva. Sempre sul numero complessivo di detenuti 51 sono gli stranieri 36 i tossicodipendenti (di cui 6 donne).

Una donna e un cittadino straniero fanno parte invece del gruppo di 5 persone a cui è stato concesso il lavoro all’esterno del carcere.

Secondo i dati diffusi dalla Regione nel carcere di Forlì sono presenti 24 autori di reati sessuali mentre sono 3 i protetti cosiddetti “promiscui” (separati dagli altri detenuti in ragione di problemi relazionali e di convivenza legati a chiamate in correità, collaborazioni marginali, appartenenza a Forze dell’ordine e altre specifiche condizioni soggettive).

 

 

Non sono tutte rose e fiori: la struttura carceraria alla garante è comunque parsa molto vecchia e i problemi non mancano; ad esempio le docce comuni all’esterno delle camere di pernottamento presentano problemi di umidità. Nonostante questo risultano “comunque, più decenti di quelle di altri istituti penitenziari regionali di ben più recente costruzione”, si legge nella nota diffusa dalla garante al termine del sopralluogo.  In generale, gli ambienti si presentano decorosi, con opere di tinteggiatura, anche grazie al contributo del lavoro dei detenuti.

“Più adeguati, dal punto di vista degli spazi e della luminosità, risulteranno gli ambienti del nuovo carcere”, si legge ancora nella nota a cui segue un’importantissima conferma: “il trasferimento dovrebbe avvenire nel 2017”.

 

Tra i detenuti si respira un buon clima, o almeno così è parso alla dottoressa Desi Bruno che ha intrattenuto diversi colloqui con uomini e donne all’interno della struttura carceraria. Soddisfatta, inoltre, del regime di “celle aperte” ossia della possibilità di rimanere all’esterno della cella per almeno otto ore al giorno, così come è rimasta piacevolmente colpita dalla accurata separazione fra condannati in via definitiva e imputati.

 

La visita ha compreso gli ambienti riqualificati della sezione a custodia attenuata per tossicodipendenti, anche grazie a lavori effettuati in economia da parte dei detenuti: questi ambienti torneranno completamente funzionali entro qualche mese; d’altra parte i lavori di manutenzione devono essere ancora completati, ma una volta terminati potranno ospitare sino a 40 persone.

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