26 febbraio 2015 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi

Paolucci di Calboli, chi era costui?

A palazzo Romagnoli una conferenza per ricordare l'illustre casata forlivese

FORLI' -  Nel salone d'Incontro di Palazzo Romagnoli venerdì 27 febbraio alle ore 17,00 la conferenza dal titolo “Parigi 1895 – 1906. Raniero Paulucci di Calboli, un forlivese in Ambasciata tra relazioni internazionali, drammi dell’emigrazione italiana, grand monde, affaire Dreyfus” approfondisce la conoscenza di questo illustre forlivese, raccontando in particolare gli anni trascorsi a Parigi con l'incarico di consigliere segretario al seguito dell’ambasciatore Giuseppe Tornielli.

La conferenza, tenuta da Giovanni Tassani, autore di studi sull’argomento e curatore di opere su Raniero e Fulcieri Paulucci di Calboli, vuole essere un omaggio ad una delle famiglie che hanno contribuito all'arricchimento del patrimonio culturale della Città di Forlì con donazioni di beni e memorie famigliari.

Di notevole valore le donazioni testamentarie di Raniero nel 1931, comprendenti le sette sculture di Adolfo Wildt, e le più recenti acquisizioni, tra cui: il fondo documentario sull’affaire Dreyfus, la vasta biblioteca, comprendente rari testi internazionali, i bandi bolognesi del periodo rivoluzionario e varie lettere di Wildt.

Raniero Paulucci di Calboli (Roma, 1861 – Roma, 1931), già allievo di Costantino Nigra a Vienna, giunge a Parigi da Londra come consigliere segretario al seguito dell’ambasciatore Giuseppe Tornielli, di cui ha sposato la nipote Virginia Lazari. Con Tornielli qualifica l’ambasciata italiana anche grazie al cosmopolitismo di Olga Rostoptchine, moglie di Tornielli. Studioso di temi sociali, collabora a “La Revue des Revues” di Jean Finot con articoli non solo letterari ma anche di denuncia sociale, in particolare nei confronti della “tratta” di giovani meridionali sfruttati nelle vetrerie e fabbriche francesi, che gli varrà l’ammirazione tra gli altri di Luigi Einaudi e Benedetto Croce.

 

Milita, più discretamente, con Emile Zola, tra gl’innocentisti nelle vicende dell’affaire Dreyfus, l’ufficiale ebreo alsaziano accusato di tradimento a favore dei tedeschi, su cui raccoglie una vastissima documentazione, oggi custodita a Forlì. Responsabile per l’ambasciata italiana dell’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1900, scrive anche su riviste italiane come la “Nuova Antologia” sulla tratta delle bianche e sulla questione dell’emancipazione femminile, tema a lui particolarmente caro e che trasmetterà al figlio Fulcieri. Dopo Parigi sarà ministro a Lisbona, poi a Berna negli anni della Grande Guerra, e ancora ambasciatore a Tokio e infine a Madrid.

 

La partecipazione alla conferenza è libera. Per la visita al Palazzo e alle Collezioni del Novecento è richiesto un biglietto di ingresso (Intero euro 3,00 – Ridotto euro 2,00).
Per informazioni, Servizio Pinacoteca e Musei, tel. 0543.712627-712602,

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