13 febbraio 2015 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro

Imprese, continuano le difficoltà in molti settori economici ma qualcosa sta cambiando

Primi timidi segnali di miglioramento dello “stato di salute” del sistema imprenditoriale provinciale

FORLI’ / CESENA - Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio su dati Infocamere-Movimprese, al 31.dicembre del 2014 le imprese “registrate” presso la Camera di Commercio di Forlì- Cesena sono risultate 43.280. Di queste ben 38.303 risultano attive.

I tassi di crescita delle imprese registrate relativi al 2014 mostrano una situazione stabile (-0,02%) in provincia, in lievissima crescita in regione (+0,18%) e in Italia (+0,93%).

Considerando la dinamica delle movimentazioni delle imprese registrate al netto del settore agricolo e delle cancellazioni d’ufficio, nel 2014 si sono rilevate 2.120 nuove iscrizioni e 2.155 cessazioni con un saldo negativo pari a 35 unità.

 

Rispetto al 2013 si è verificato un miglioramento del saldo fra iscrizioni e cessazioni: l’anno precedente infatti il saldo era stato pari a -133 imprese. Tale risultato è stato determinato da una concomitante diminuzione delle iscrizioni e delle cessazioni.

Il totale delle imprese attive complessive ha fatto rilevare una flessione dell’1,2% rispetto al 2013, a fronte del -1,3% regionale e del -0,7% nazionale.

Le variazioni calcolate al netto del settore agricolo mostrano però per tutti i livelli territoriali una flessione minore:-0,9% in provincia, -1,1% in regione, -0,4% in Italia.

Le analisi che seguono escludono il settore agricolo in quanto caratterizzato da dinamiche e specificità particolari.

 

Tranne alcune eccezioni, nei settori di attività economica maggiormente significativi, continua la diminuzione del numero delle imprese attive. Il commercio, che costituisce il 27,2% delle imprese attive al netto dell’agricoltura, registra una flessione dello 0,9%.

Più significativa è la diminuzione delle imprese nelle costruzioni (-3,3%), che rappresentano il 19,2% del totale.

 

In calo più moderato risulta il settore manifatturiero (-0,4%); la sua incidenza è del 12,1%.

Seguono per incidenza i settori “alloggio e ristorazione” (8,8% sul totale), uno di quelli in controtendenza con una crescita dello 0,5%; le attività immobiliari (incidenza del 7,8%), in calo del 2,6%; “altre attività di servizi” (incidenza del 5,7%), in crescita del 2,3%; “trasporti e magazzinaggio” (incidenza del 4,8%), in diminuzione del 3,3%.

 

Prosegue, infine, il calo delle imprese agricole, che nel 2013 registra una diminuzione del 2,4% rispetto al 2013.

Passando all’analisi delle forme giuridiche delle imprese attive (escludendo le imprese agricole), rispetto al 2013 continua la crescita delle società di capitale (+1,5%), dato che potrebbe indicare i primi timidi segni di miglioramento dello stato di salute del sistema imprenditoriale provinciale. Tale crescita è analoga a quella regionale, mentre a livello nazionale si è registrato un aumento del 2,6%. Tale forma giuridica rappresenta il 18,6% delle imprese attive non agricole

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