12 febbraio 2015 - Forlì, Cronaca, Società

Rieducazione e riabilitazione in carcere, imparare un mestiere aiuta

Siglato questa mattina il rinnovo dei laboratori che reinseriscono i detenuti nel mondo del lavoro

FORLI’ - Si è svolto oggi il rinnovo dei protocolli che danno vita ai tre laboratori produttivi interni (ed esterni) al carcere di Forlì: uno metalmeccanico, uno di cartiera e uno di recupero Raee.

 

I Protocolli che vedono tra i firmatari oltre al carcere di Forlì anche Provincia di Forlì-Cesena,  Comune di Forlì, Camera di Commercio, Unione Rubicone e Mare ed Hera.

 

“I tre laboratori – spiega Palma Mercurio direttore della casa circondariale di Forlì – hanno occupato fin dal 2006 oltre 50 detenuti, dimostrandosi uno strumento importante di riscatto sociale per le persone in carcere, che si vedono offrire una seconda possibilità, imparano un mestiere e ritrovano il senso della giustizia”.

 

Ado oggi nel carcere di Forlì sono presenti 110 persone, il 50 per cento delle quali è ancora in attesa di giudizio e quindi esclusi dal progetto rieducativo.

 

Il laboratorio di metalmeccanica, Altremani, nato nel 2006, si occupa di assemblaggio per conto di Mareco Luce e Vossloh Schwabe che, dimostrando una forte responsabilità sociale, forniscono importanti commesse indispensabili alla sostenibilità del laboratorio stesso.Il laboratorio che occupa attualmente 5 detenuti fanno capo alla Cooperativa “Lavoro Con”.

 

Il laboratorio di recupero Raee è nato, invece, nel 2009 e  si occupa del recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche che provengono dalle isole ecologiche del territorio. L’attività è gestita dalla Cooperativa sociale Gulliver ed occupa 1 detenuto che svolge le sue attività all’esterno del carcere nella sede di Vecchiazzano della cooperativa.

 

Il laboratorio Manolibera, è il più giovane di tutti i progetti ed è nato “solo” nel gennaio 2011. In questo ambito viene prodotta carta artigianale realizzata secondo una tecnica di lavorazione arabo-cinese del tutto naturale che si basa sullo spappolamento e l’omogenizzazione della carta di recupero. Ad oggi il laboratorio ospita 4 detenuti.

 

“Il rinnovo di questi èrotocolli è una importante vittoria per tutto il nostro territorio - sottolinea Lia Benvenuti direttore generale Techne – che si dimostra capace di lavorare in rete su un tema complesso come quello del carcere, ottenendo risultati concreti in termini di inserimenti occupazionali e obiettivi rieducativi”.

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