22 dicembre 2014 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro

Economia, si tirano le fila sul 2014

Riduzione della redditività, stretta creditizia, ma il manifatturiero riparte

FORLI' / CESENA -  I dati relativi all’anno 2014 evidenziano il permanere di gravi difficoltà, per quanto riguarda l’economia provinciale, diffuse nella maggior parte delle attività produttive. Tuttavia, tra i vari settori, l’industria manifatturiera presenta indicatori che registrano una dinamica congiunturale positiva.  

Questo è quello che emerge dal report che la Camera di Commercio di Forlì-Cesena elabora sistematicamente attraverso il proprio Osservatorio Congiunturale. L’ultimo aggiornamento, effettuato mediante indagini e rilevazioni settoriali, riporta i dati a fine 2014 ed è stato curato dall’Ufficio Statistica, Studi, Pianificazione e Programmazione della Camera di Commercio di Forlì-Cesena.

Il quadro generale, fornito dall’Osservatorio Camerale, con parte degli indicatori contraddistinti dal segno “meno”, suscita preoccupazioni per la nostra economia in particolar modo per ciò che riguarda la contrazione della redditività aziendale, le criticità delle dinamiche aziendali, la “stretta creditizia” con riduzione dei prestiti alle imprese e le difficoltà persistenti per i settori dell’edilizia e dei trasporti.

 

L’Osservatorio Congiunturale è consultabile all’indirizzo: www.fc.camcom.gov.it, area Informazione  economico statistica/ Osservatorio Congiunturale/ Tendenze

 

I dati in sintesi

Il tessuto imprenditoriale, con 38.432 imprese attive, al 30/11/2014 risulta in diminuzione per il complesso dei comparti, con una variazione del -1,7% della consistenza delle imprese attive, rispetto al 30/11/2013 (Emilia-Romagna -1,1%, Italia -0,8%). Le unità locali attive (al 30/9/2014) sono 46.319, in calo del 1,1% rispetto ad analogo periodo 2014.  La maggior parte del sistema imprenditoriale è costituita da imprese con meno di 10 addetti: a Forlì-Cesena sono il 94,2%; l’imprenditorialità è alta in provincia: 10,2 abitanti per impresa (Emilia-Romagna 10,6, Italia 11,7)

Annata agraria 2014 difficilissima, anche per le anomalie climatiche che hanno anticipato i tempi di maturazione di cereali e frutta, ritardato le semine e favorito lo sviluppo di forme parassitarie e fungine; la produzione e la quotazione cerealicola sono in flessione, così come anche la produzione frutticola; riguardo alla zootecnia, bovini e ovini con quotazioni e consistenze in flessione, come pure in flessione le quotazioni dei suini; anche il comparto avicolo appare in diminuzione (prezzi medi del pollo da carne -8,9%). In calo del 3,9% la consistenza delle imprese attive (sono 7.086 al 30/11/2014), rispetto ad analogo periodo 2013. Particolare interessante: il nostro territorio si distingue per il numero delle aziende biologiche  che sono 645 al 31/12/2013, pari al 17,1% del totale Emilia-Romagna.

Qualche nota positiva per le attività manifatturiere: su base annuale (III trimestre 2014: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) gli indicatori segnano valori in aumento: produzione +5,7%, fatturato +4,7%, domanda interna +2,6%, estera +3,7%, e occupazione +2%. Segnali di miglioramento per l’andamento congiunturale nelle imprese con oltre 10 addetti, nel terzo trimestre 2014: produzione in aumento per confezioni, alimentari, mobili, prodotti in metallo, macchinari, legno, chimica e plastica, calzature, in diminuzione per il comparto “altre industrie”.

In calo dello 0,8% la consistenza delle imprese manifatturiere attive al 30/11/2014, rispetto al 30/11/2013. Previsioni degli imprenditori positive per ciò che riguarda produzione, fatturato e ordini, per il quarto trimestre 2014.

Continua la grave e prolungata difficoltà per il settore edile, in cui si registra flessione nel numero delle imprese attive, n.6.024 pari a -3,5% (dati al 30/11/2014 rispetto al 30/11/2014); con riferimento al terzo trimestre 2014, rispetto ad analogo periodo del 2013, il volume d’affari risulta in calo dell’8,4%.

Riguardo al commercio al dettaglio, vendite in flessione del -2,6%, nel terzo trimestre 2014 rispetto allo stesso trimestre 2013, sia in ambito alimentare (-6,1%) sia “non alimentare” (-1,8%); difficoltà generalizzate si registrano per la piccola, media e grande distribuzione (rispettivamente -3,4%, -4,1% e -0,8%). Lieve calo in provincia della consistenza delle imprese nel settore commercio all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli: n.8.519 imprese attive (FC -1,0% di variazione), così come le attività imprenditoriali specifiche del commercio al dettaglio (-0,4%).

Valori percentuali negativi per il commercio con l’estero: -0,5% nel complesso delle esportazioni, periodo gennaio–settembre 2014, rispetto ad analogo periodo 2013; tuttavia l’export di “pelle, calzature e accessori” si conferma in crescita (+10,3%), come pure in crescita è l’export verso l’Unione Europea 28 (+7,2%). Le importazioni provinciali, nel complesso, registrano un +5,6%.

Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione, al 30/11/2014, rispetto al 30/11/2013, sono in flessione dello 0,3%. Da gennaio a ottobre 2014, il flusso turistico presenta dati contrastanti: arrivi +4,4%, ma presenze -7,4%. Anche il volume d’affari è in calo: -7,9% nel III trimestre 2014, rispetto allo stesso trimestre 2013.

Prosegue la crisi dei trasporti: le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo del 3,9% (dati al 30/11/2014, rispetto al 30/11/2013) e il volume d’affari è pressoché stabile (+0,2%) nel terzo trimestre 2014, rispetto al terzo trimestre 2013.

In diminuzione anche il numero delle imprese artigiane (-2,1% al 30/9/2014, rispetto al 30/9/2013); calano anche la produzione nell’artigianato manifatturiero (-3,1%) e il volume d’affari nell’”artigianato costruzioni” (-6,6%).

Stabile il numero (541) delle imprese cooperative, con variazione pari a +0,2% (in Emilia-Romagna 0,0% e in Italia +1,4%, dati al 30/11/2014); criticità maggiormente evidenti si riscontrano nelle aree cultura, servizi, “sociale”, edilizia e autotrasporti.

Per quanto riguarda il lavoro, i dati del Centro per l’Impiego rilevano un aumento dei disoccupati del +5,9%, al 30/6/2014 rispetto al 30/6/2013. Calano le assunzioni (-0,8%) e le cessazioni (-1,8%) nel I semestre 2014, rispetto ad analogo periodo 2013. Il tasso di occupazione 15-64 anni (media 2013) è pari al 66,9%, quello di disoccupazione totale al 6,0%. Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio–ottobre 2014, rispetto ad analogo periodo 2013, emerge un dato pari a 7.725.942 ore totali (-18,3%). I principali settori interessati sono costruzioni, prodotti in metallo, legno e commercio.

Riguardo all’andamento creditizio, a settembre 2014, i prestiti bancari alle imprese sono ancora diminuiti (-1,8%), mentre in regione il calo è del 2,7%. Chi soffre maggiormente sono le piccole imprese per le quali l’andamento dei prestiti fa registrare un -5,0% (Emilia-Romagna -3,8%); riguardo ai settori economici la percentuale maggiormente elevata è quella riferita a: costruzioni -4,6%, servizi: -2,3%. Le sofferenze sugli impieghi totali sono state pari a 8,74% (Emilia-Romagna 9,30%, Italia 8,83%); elevato il ritmo di crescita delle nuove sofferenze in provincia (5,7%).

Gli ultimi scenari di previsione disponibili, delineati da Prometeia e Unioncamere Emilia-Romagna e riferiti a novembre 2014, stimano un calo del valore aggiunto, nell’anno corrente, per Forlì-Cesena, di -0,3% (Emilia-Romagna+0,2%; Italia -0,3%); nel 2015 è previsto un incremento pari a +0,6% per Forlì-Cesena, a +1,0% per la regione, a +0,5% per l’Italia. Per il 2015 si prevede un aumento del Prodotto Interno Lordo italiano pari a +0,5%, rispetto all’anno precedente (UE27 +1,2%, Germania +0,9%, Stati Uniti +2,9%, Mondo +3,4%).

 

“Nonostante il quadro di sintesi del 2014 sia caratterizzato da elementi diffusamente negativi,– dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena - va evidenziato che per le imprese che hanno intrapreso la strada della specializzazione, dell’integrazione di filiera, della qualità, dell’internazionalizzazione e della valorizzazione del capitale umano, i risultati sono invece positivi.

In questa fase, nella quale la ripresa sembra ancora essere un “rebus” (lo scenario economico globale è migliore rispetto a tre mesi fa, ma l’incertezza dominante genera ancora problemi di ogni tipo agli imprenditori), si registra purtroppo una diffusa  “deflazione” delle aspettative.

E’ vero, vi sono ancora elementi fortemente negativi: alta disoccupazione, estrema selettività del credito e ampia capacità inutilizzata, crollo degli investimenti, mercato immobiliare praticamente fermo, aumento del costo del lavoro per unità di prodotto e profitti in calo, ma, proprio questo – lo sottolineo - è anche un momento nel quale è necessario ritrovare la fiducia e lo slancio. Le imprese in ciò sono aiutate dal fatto che alcune condizioni strategiche per “fare impresa” sono buone:     spread a livelli pre-crisi, svalutazione dell’euro favorevole per le esportazioni, scambi mondiali in accelerazione, credito disponibile per investimenti con tassi di interesse al minimo storico, crollo del prezzo del petrolio, energia meno cara e politica di bilancio più stimolante per la crescita.

In questo scenario, la Camera di Commercio, pur vedendo fortemente ridotte le sue risorse dai tagli operati dal Governo, continuerà con le iniziative mirate a sostenere gli imprenditori e i lavoratori che, con il loro impegno, garantiscono la continuità e il futuro nella creazione del valore sul nostro Territorio.”

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