11 dicembre 2014 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Hera e patto di sindacato, Rifondazione provoca il Comune di Forlì

Candido invita alla vendita delle azioni della multiutility per la creazione di una società in house per la gestione dei rifiuti

FORLI’ - I sindaci delle maggiori città socie di Hera vogliono cedere la proprietà, scendendo dal 51% delle azioni al 35%, un fatto che non meraviglia affatto Rifondazione Comunista che per bocca del segretario comunale di Forlì, Nicola Candido, commenta: “Era prevedibile, era solo questione di tempo. L’avevamo previsto già nel 2002 quando ci opponemmo in solitudine alla privatizzazione delle municipalizzate per fare Hera, voluta dalle destre e dall’allora PD. Chi allora lo volle giurava che mai e poi mai avrebbero ceduto la maggioranza delle azioni in mano agli enti locali, perché grazie a questa maggioranza avrebbero governato la Multiutility per garantire il pubblico interesse”.

 

“Chi rimane fuori dal ‘patto di sindacato’- continua Candido - farà finta di smarcarsi rispetto ai dettami del Governo e alla privatizzazione dei beni comuni ed avrà il vantaggio di poter vendere anche tutte le proprie azioni. Alla fine ai Comuni non rimarrà nulla, ma sarà un problema dei futuri amministratori, intanto a quelli attuali arriveranno un bel po’ di soldi”.

 

I segretario di Rifondazione allora lancia una provocazione al primo cittadino di Forlì, Davide Drei e all’assessore Alberto Bellini: “Il Comune di Forlì vuole rimanere fuori dal “patto di sindacato”? Allora venda le proprie azioni e col ricavato costituisca finalmente la società pubblica per la gestione diretta dei rifiuti, più volte annunciata in periodo preelettorale. Dimostri di fare sul serio invece di prorogare di anno in anno il contratto ad Hera”.

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