3 dicembre 2014 - Forlì, Cronaca, Sanità, Società

Cure sperimentali: chi deve deciderne l'applicazione?

L'Avvocato forlivese Luca Dimasi organizza un convegno per discutere dell'argomento

FORLÌ. La salute, lo dice la Costituzione, è un diritto fondamentale dell'individuo. Per l'ordinaria amministrazione, l'applicazione di tale diritto non incontra grossi ostacoli. Ma a chi deve essere concretamente affidato il compito di decidere sull'applicazione di questo diritto nel caso di eventi particolari, come può essere il caso di cure nuove, sperimentali o di dubbia validità scientifica? In altre parole, è giusto che siano giudici, giurie e tribunali a permettere, imporre o vietare a qualcuno una cura, per quanto scientificamente inappropriata essa possa rivelarsi? È una pratica, questa, che ricalca il volere dei padri costituenti o se ne discosta? È a partire da queste riflessioni che il giovane avvocato 29enne Luca Dimasi ha ideato il convegno “A proposito di speranza di vita: il ruolo del giudice amministrativo nel bilanciamento tra valori costituzionali, esigenze di bilancio e diritto alle cure”, che si terrà a Palazzo Romagnoli, venerdì 5 dicembre dalle ore 15 e 30 alle 19.

 

Il convegno. Il convegno, organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Forlì-Cesena e dalla Fondazione Forense, in collaborazione con il Centro di Ricerca e Formazione sul Settore Pubblico (C.RI.S.P.) e la Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica (SP.I.S.A.) di Bologna, si pone l'obiettivo di riflettere su quale ruolo sia oggi assegnato al Diritto. A partire da casi concreti – il caso “Stamina” e il metodo Di Bella, tanto per citare due esempi – la riflessione verterà sull'ipotesi che, negli ultimi decenni, alla magistratura sia stato assegnato un ruolo suppletivo che non le competerebbe. Quello, cioè, di decidere su materie nelle quali dovrebbero essere il mondo della medicina e la comunità scientifica a deliberare.

 

“Vorrei far passare il concetto” ha spiegato l'Avvocato Dimasi “che bisogna rimettere al centro delle scelte sanitarie il paziente, in osservanza del precetto costituzionale”. Dimasi richiama quindi il discorso verso un approccio che egli stesso definisce “non ragionieristico” della sanità pubblica, slegato, cioè, da ragionamenti esclusivamente economici.

 

 

 

Per maggiori informazioni e per l'elenco dei relatori, consultare il video allegato e il pdf allegato.

 

 

(Michele Dori)

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