28 novembre 2014 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro, Società

Agricoltura, un'annata difficile

Le anomalie climatiche e il crollo dei prezzi hanno messo in crisi un'intero sistema

FORLI’ / CESENA - Presentati questa mattina i dati relativi ai diversi settori agricoli del territorio di Forlì Cesena. I risultati evidenziano le grandi difficoltà del momento e il report mostra chiaramente come la flessione di questa annata sia strettamente correlata alle anomalie climatiche che hanno segnato in maniera particolarmente negativa le produzioni.   

 

Il Presidente della Camera di Commercio di Forlì Cesena, Alberto Zambianchi ha illustrato lo stato “numerico” del comparto. Ciò che si evidenzia è che il numero delle imprese attive, al 30 settembre del 2014 è di 7.111 unità, con un calo del 4,1% rispetto all’anno precedente. A livello regionale il calo è pari al 3,0% mentre a livello nazionale la flessione è stata del 2.5”.

 

“Purtroppo molti elementi negativi hanno caratterizzato l’annata agraria 2014 e testimoniano le tante difficoltà di un comparto, quello agricolo, che nel tempo ha sempre dimostrato di saper affrontare ogni tipo di avversità – ha spiegato Zambianchi - Anche ora, di fronte ad una situazione oggettivamente difficile, occorre reagire con prontezza e professionalità, puntando su scelte qualificate ed innovative che consentano di rimanere sul mercato, facendo, nel contempo, sentire la propria voce a tutti i livelli – regionale, nazionale e internazionale – ai fini dell’attuazione di politiche strutturali che valorizzino, e non deprimano ulteriormente, un settore storicamente rilevante nell’economia locale.”

 

A subire il maggior calo è il comparto vitivinicolo che ha dovuto fare i conti con una contrazioni delle produzioni del 30% in pianura e del 15% in collina. A questo fattore si aggiunge la riduzione del grado zuccherino ha segnato qualitativamente le produzioni, in particolare di quelle collinari e montane.

Se fino ad oggi, a causa dell’embargo russo, si riteneva in settore delle pesche fosse quello l’unico penalizzato, in realtà sbagliava: tutte le produzioni frutticole hanno subito una battuta d’arresto importante ma tra queste si segnalano comunque delle vere e proprie controtendenze, confermando la più classica delle eccezioni che conferma la regola. Kiwi, kaki e albicocche sono riuscite a recuperare i costi di produzione.

 

Non va meglio la produzione degli ulivi, dove l’andamento stagionale e gli attacchi da parte di insetto ha portato alla distruzione dell’80% del prodotto.

 

Tutti i principali comparti agricoli hanno riscontrato difficoltà di ogni genere e tipo, con un risultato economico completamente negativo, complice anche l’andamento meteorologico che ha favorito fisiopatie e difficoltà di conservazione dei raccolti”, ha commentato il presidente delle due Commissioni camerali dei Prezzi, Pier Francesco Cornacchia

 

I cereali, altro settore molto importante per l’ economia agricola della nostra provincia, hanno risentito del particolare andamento stagionale che ha ostacolato la fioritura, l’accumulo e la maturazione delle cariossidi; la resa è scesa a 25 - 45 quintali per ettaro, con qualità molto scarsa.

 

I prezzi sono stati inferiori di circa il 20% rispetto all’annata precedente, fatta eccezione per il grano duro che ha visto quotazioni in leggero aumento in fase di raccolta e una fortissima impennata in queste ultime settimane.

 

Il comparto avicolo appare in flessione, tanto che il prezzo medio del pollo da carne è sceso -8,8%, (media gennaio-ottobre 2014 su stesso periodo 2013).

 

Si è registrato infine un aumento della domanda di mano d’opera per il lavoro dei campi, ma questo è un fenomeno conseguente all’aumento di disoccupazione in altri settori, fenomeno questo che porta un numero crescente di persone ad essere disponibile al lavoro saltuario o a giornata, in ambito agricolo.

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