12 novembre 2014 - Forlì, Politica, Società

Riordinamento amministrativo, secondo Paolo Zoffoli servono più fusioni e deleghe chiare per le province

FORLÌ-CESENA. “Bisogna incentivare la collaborazione municipale tra territori e per farlo occorre insistere non solo sulle Unioni dei Comuni, ma anche sulle fusioni tra Comuni omogenei e in accordo con la popolazione. E tra i primi atti della nuova Regione occorre chiarire e definire le deleghe che spettano alle Province”. Così il candidato al consiglio regionale per il collegio di Forlì-Cesena, Paolo Zoffoli (PD), sintetizza la propria opinione sulla riorganizzazione territoriale. Un tema molto caro a Paolo, che da sindaco di Forlimpopoli è stato promotore e protagonista della più grande Unione dei comuni d’Italia, quella forlivese (15 Comuni uniti e 190mila abitanti rappresentati) e del percorso di fusione tra Forlimpopoli e Bertinoro, tuttora in itinere.

 

“Non ci devono spaventare le fusioni – aggiunge Paolo Zoffoli – perché portano solo benefici ai cittadini e alle imprese: più soldi a disposizione, minori vincoli di bilancio per gli enti pubblici, maggiori investimenti. E soprattutto, le fusioni non fanno venire meno le tradizioni locali e le identità di un territorio. Sono valori non negoziabili e che nessuno ci può portare via”.

 

Secondo Paolo Zoffoli “Si può lavorare sulla più bella riforma delle autonomie e si può concepire un nuovo assetto rispetto a quello attualmente sancito dal Titolo V della Costituzione, ma in fondo la verità è che abbiamo bisogno di una visione profondamente nuova del rapporto tra cittadini, servizi e enti locali. Una visione di cui va chiarita fino in fondo la funzione che si pensa di dare alle Province attuali, in attesa dell’approvazione della riforma costituzionale che le abolirà definitivamente”.

 

Le Unioni comunali che la regione Emilia Romagna ha sempre fortemente voluto, accelerandone la costituzione con la legge 21 del 2012 sono ormai realtà consolidate in tutto il territorio regionale. “L’efficienza di erogazione di alcuni servizi di base – aggiunge Paolo Zoffoli -, raggiungibile grazie alle Unioni, permetterà al livello comunale di affrontare questi anni di estrema difficoltà a causa delle scarse risorse economiche disponibili”.

 

Ma occorre guardare più avanti e pensare ad una organizzazione delle autonomie ancora più efficiente, in grado non solo di abbattere costi, ma di funzionare in sintonia con le esigenze imprescindibili di una riduzione dei tempi e delle difformità burocratiche, di centralizzazione dei centri di costo, di specializzazione dei funzionari e dirigenti della Pubblica Amministrazione, di salvaguardia del territorio e di promozione dei tanti patrimoni artistici e culturali che caratterizzano la nostra regione.

 

“Per fare questo occorre che l’azione di collaborazione municipale sia spinta ancora più avanti – sostiene Paolo Zoffoli -, incentivando fusioni comunali, che senza togliere identità alla storia dei municipi, abbatta la frammentazione amministrativa e garantisca maggiore efficienza. Ma occorre anche che lo sguardo si possa alzare sopra i comuni e arrivare a creare forme solide di coordinamento sovra comunale, come ad esempio le aree vaste, dentro una regione lungimirante che sa accompagnare l’azione propulsiva di politiche territoriali disegnate con i territori stessi e quindi disegnate per i cittadini”.

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