5 novembre 2014 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro

Quanto è difficile essere giovani imprenditori

La crisi economica e la restrizione del credito continuano a colpire duramente

EMILIA ROMAGNA - La crisi economica e la restrizione del credito continuano a colpire duramente la base imprenditoriale giovanile. Risulta quindi sempre più difficile essere giovani e imprenditori in Emilia-Romagna: a fine settembre, le imprese attive giovanili sono 34.271, l’8,3 per cento del totale delle aziende regionali. In un anno se ne sono perse 1.681 (-4,7 per cento) dato tanti più allarmante se si considera il calo che è inferiore per la generalità delle altre imprese, diminuite dello 0,9 per cento. In Italia la contrazione delle imprese giovanili (546.511, il 10,6 per cento del totale) è meno ampia (-3,4 per cento), come avviene anche per le altre imprese (-0,3 per cento).

 

In Emilia-Romagna, dunque, le imprese giovanili continuano a contrarsi più rapidamente in ambito regionale rispetto a quanto avviene a livello nazionale.

Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna.

 

Segno rosso ovunque. La flessione è minore in Trentino-Alto Adige (-0,2 per cento), mentre i cali più rilevanti si sono registrati in Basilicata (-6,4 per cento), nel Molise (-5,7 per cento) e nelle Marche (-5,6 per cento). L’Emilia-Romagna è sedicesima in fondo a questa classifica.

 

La forma giuridica Il calo è da attribuire in primis alla flessione delle ditte individuali (-1.453 unità, -5,1 per cento), prese tra congiuntura negativa e indisponibilità del credito, ma è molto più intensa per le società di persone (-11,1 per cento, pari a 377 unità). Salgono solo le società di capitale (156 unità, +4,3 per cento). Ne risulta una polarizzazione anche della base imprenditoriale giovanile.

 

Settori di attività economica La riduzione delle imprese giovanili è determinata soprattutto dal crollo delle costruzioni (-1.047 unità, -10,3 per cento), in continua grande difficoltà. Un notevole contributo viene poi dalle attività manifatturiere (-7,2 per cento, -202 unità), dal commercio (-180 unità, -2,1 per cento) e dalle imprese agricole (-161 unità, -7,3 per cento).

 

Crescono invece le attività di ristorazione (+55 unità, +1,5 per cento) e quelle dei servizi di informazione e comunicazione (+36 unità, +4,8 per cento).

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