27 ottobre 2014 - Forlì, Politica

L’opinione di DestinAzione, “Il PD forlivese e lo Sblocca Italia, anzi, lo Sblocca “Porcate”.

Una Raffaella Pirini a tutto campo sottolinea le "magagne" dell'amministrazione comunale

FORLI' - "E adesso il nuovo Sindaco e il vecchio Assessore all'Ambiente di Forlì si promuovono paladini dell'ambientalismo forlivese, dicendo che il Decreto Sblocca Italia va modificato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. 

 

Benissimo, perfetto. Peccato, però, che non abbiano voluto rinunciare ad una sviolinata nei confronti del governo Renzi, quando lodano le rimanenti parti del decreto.

Dispiace e preoccupa leggere che l’amministrazione forlivese sostiene che il decreto Sblocca Italia farà del bene all’Italia, quando non farà altro che sbloccare tutte le opere simili a quelle che hanno portato alla distruzione del territorio italiano e di conseguenza a disastri come quelli di Genova (lo Sblocca Italia non interviene in merito a ricorsi su irregolarità negli appalti).

 

Sbloccherà solo “porcate”, chiamiamole con il loro nome, che di sicuro non serviranno per la tutela del territorio, ma consegneranno invece in mano alle grosse società multi-servizi quotate in borsa e di diritto privato, come Hera, la gestione dell’acqua che in teoria dovrebbe essere un bene pubblico, riuscendo a fare quello che non era riuscito a fare Berlusconi. Ironia della sorte, il PD sta portando avanti quello contro cui si era opposto “strenuamente” nella legislatura precedente.

 

Ricordiamo ai forlivesi che c'è stato un referendum poco tempo fa in cui gli italiani si sono espressi perchè l'acqua resti in mano pubblica. Se qualcuno dovesse avere mai notizie di eventuali acquisizioni di Romagna Acque da parte di qualche grossa società multi-servizi, inizi a porsi qualche domanda. Soprattutto rifletta sul fatto che, dove non si arriva con le decisioni dei potentati, ci pensa una legge di Roma a dare a tutti il benservito e ad oltrepassare il veto posto dai cittadini italiani in merito alla privatizzazione dell'acqua.

Ritornando alla questione inceneritori, diamo due elementi per capire quali sono i punti più inquietanti del decreto. Il decreto dice che gli inceneritori “concorrono allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio”: in realtà è ovviamente il contrario.

 

E “tali impianti di termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente”: il che vuol dire che diventeranno intoccabili. E ancora: “tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico”. Ovvero si devono autorizzare per quantitativi superiori a quelli decisi con le autorizzazioni calibrate sui fabbisogni, fino, in pratica, a “far scoppiare” il forno, facendo arrivare ovviamente anche rifiuti da fuori provincia.

 

I Forlivesi però, devono sapere che Forlì, dal punto di vista locale, ha più volte avuto la possibilità di portare via la gestione dei rifiuti a Hera, a partire dal 1° gennaio 2012, e mai lo ha fatto, per l'ignavia di un  Sindaco e di un Assessore che non volevano essere troppo di rottura con il sistema e non volevano essere considerati alla stregua degli aderenti ai comitati e infine perché, come detto in Consiglio Comunale dall’Assessore Bellini, “Hera ha fatto cose bellissime”. 

 

A noi cittadini rimane ancora il dubbio di essere miopi, in quanto non le abbiamo mai viste.

Si è perso solo tempo e adesso si dà un colpo al cerchio e un colpo alla botte per dire che chi governa si comporta poco bene solo in materia di rifiuti.

 

La soluzione al problema nazionale dei rifiuti sarebbe una legge di tre articoli. La propone DestinAzione Forlì, una piccola lista civica comunale, visto che chi è al Governo e all’opposizione non ci vuole proprio arrivare.

 

Il primo articolo dovrà prevedere l’eliminazione degli incentivi economici agli inceneritori in quanto classificati industrie insalubri di prima classe fin dal 1934 e in quanto esistono alternative più efficienti, che tutti i Paesi avanzati conoscono tranne il nostro, evidentemente. Il secondo renderà obbligatoria la raccolta porta a porta su tutto il territorio nazionale e ugualmente obbligatoria la sterilizzazione dei rifiuti speciali ospedalieri, per tutte le categorie di rifiuti in cui è possibile applicarla, rendendo attuabile finalmente il riuso del materiale che ne scaturisce, già ora definito come rifiuto non pericoloso, come “materia prima seconda”, anche se non di prima qualità. Il terzo articolo renderà obbligatoria l'introduzione degli impianti di ulteriore separazione e trattamento a freddo del residuo secco indifferenziato contenente plastica, altrimenti non riutilizzabile, tramite estrusione, in modo da rendere assolutamente non necessari gli inceneritori e ridurre al minimo il ricorso alle discariche.

 

Tutto ciò favorirà la creazione di posti di lavoro e la possibilità di riconversione di molte aziende, tutelando la salute di tutti cittadini, incrementando notevolmente la varietà delle tipologie produttive industriali.

Con una semplice legge così, di soli tre articoli, si sarebbe impostata la gestione dei rifiuti nel giro di un anno e si sarebbe portato alla drastica riduzione, se non alla chiusura, degli inceneritori, compresi quelli per rifiuti speciali ospedalieri.

 

La Lista Civica DestinAzione Forlì, usando il buon senso, sfruttando le competenze di esperti e studiando le realtà industriali già funzionanti da decenni sul territorio nazionale ed internazionale, si sente in grado di fare una proposta concreta e più che valida.

 

Chi governa e chi sta all'opposizione perché non l’ha mai proposta o suggerita?

Cosa aspetta a fare questi passi invece di marcire dietro idee obsolete e dannose per lavoro e salute?".

 

Raffaella Pirini

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