17 ottobre 2014 - Forlì, Cronaca, Sport

Doping, scommesse e criminalità, si riapre il caso Pantani

Da Forlì partono le indagini per fare chiarezza sul Giro d'Italia del '99

FORLI' - Macchina del fango su Marco Pantani: ne è convinta anche la Procura di Forlì che ha aperto un fascicolo per associazione a delinquere finalizzata a truffa e frode sportiva riferendosi ai fatti di Madonna di Campiglio, in quel Giro d’Italia del 1999 che il Pirata ormai aveva in tasca.

Stando a quanto trapelato e riportato anche dai quotidiani nazionali, la chiave di tutta la vicenda potrebbe essere il bandito milanese Renato Vallanzasca.

 

L’inchiesta è nelle mani di Sergio Sottani, Procuratore Capo e al PM Lucia Spirito; le indagini, dopo ben 15 anni da quel fatidico 5 giugno, sono partite nel a settembre e da un mese a questa parte a Palazzo di Giustizia hanno fatto tappa in tanti, raccontando la loro versione dei fatti su quel clima teso che si respirava nel giro del ’99.

 

Il 5 giugno Marco Pantani sembra voler saltare il controllo del sangue, in realtà arriva con un ritardo di 20minuti e viene pubblicamente ammonito dall’ispettore dell’UCI (l’Unione Ciclistica Internazionale).

 

Per la Procura di Forlì non si è trattato, almeno sembra,  di un semplice rimbrotto ma di un chiaro segno che il Pirata non avrebbe dovuto portare a termine il Giro ed è proprio a questo punto che salta fuori il nome del bandito di Milano, la chiave di tutto. Vallanzasca nella sua autobiografia uscita nello stesso anno riporta il dialogo con un altro detenuto all’interno del carcere di Opera. L’uomo gli si avvicina e gli consiglia vivamente di puntare sugli avversari del Pirata perché Pantani quel giro non lo avrebbe mai vinto. Tutto sembra andare contro i pronostici del detenuto ma la svolta è dietro l’angolo e il 5 giugno Pantani viene squalificato, sbattuto fuori dal  Giro d’Italia per livelli di ematocrito troppo elevati.

 

L’episodio non passa inosservato ma la giustizia prende ben altra strada e la conclusione del tutto è solo una: il pirata è la vergogna del ciclismo italiano.

 

Dal ’99 ad oggi, nonostante il tempo trascorso, il salto è breve e si arriva ora ad una nuova inchiesta, quella che potrebbe scagionare Marco Pantani e riabilitarne la carriera sportiva. Non a caso Sergio Sottani andrà a Milano per incontrare proprio Renato Vallanzasca e per fare luce su quel detenuto che gli diede la “soffiata”: oggi pare sia possibile riuscire a risalire all’identità dell’uomo.

 

Tutto ruota attorno alle scommesse a quel giro di soli che probabilmente era nelle mani della criminalità organizzata e che ha trovato in Pantani un rivale troppo forte da battere lealmente. Le analisi, come in tanti hanno pensato e tra medici e giornalisti qualcuno ha assicurato (basti ricordare che le provette all’epoca non erano nemmeno sigillate ndr), potrebbero essere state “ritoccate”, sostituite, manipolate. E’ un’ombra molto lunga che si allarga ora a macchia d’olio e che fanno tornare a sperare mamma Tonina che per il figlio ha sempre desiderato conoscere la verità, una verità che ora potrebbe davvero essere all’ultimo chilometro.

 

Enrico Samorì

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