9 ottobre 2014 - Forlì, Politica, Società

Scivolone dell'amministrazione sulle dirette streaming in consiglio comunale

Increscioso errore nel giorno dell'approvazione della "delibera trasparenza a costo zero"

FORLI' - Nel corso del consiglio comunale tenutosi martedì 6 ottobre, la segreteria generale ha comunicato che essendo entrati in campagna elettorale, le dirette streaming dei lavori in consiglio sarebbero state vietate. I Cinque Stelle che proprio sulla trasparenza di quanto avviene a palazzo ha costruito non solo la campagna elettorale ma una vera e propria idea politica sono rimasti esterrefatti.

"La “scusa” addotta - riportano in una nota i consiglieri - è che per la par condicio non si può correre il rischio che pubblicità elettorali vengano introdotte nei video prodotti". La questione si è sgonfiata nel giro di poco tempo: già l'8 ottobre, infatti, al consigliere pentastellato Vergini che aveva chiesto chiarimenti in merito, è stato comunicato il "dietrofront". Insomma si sarebbe trattato di un banale equivoco e dal prossimo Consiglio, si ripartirà nuovamente con la trasmissione in streaming.

 

Ironia della sorte il fatto è accaduto proprio nel giorno dell'approvazione della “delibera trasparenza a costo zero”, documento preparato ad hoc dagli uffici comunali a seguito dell’adesione del sindaco Drei all’omonima iniziativa di Riparte il Futuro.

"Dopo l’esposizione della Vicesindaco Zanetti ci è spiaciuto dover constatare che questa Amministrazione condivide la proposta originale solo al 60%... essendo stati disattesi, con successiva bocciatura dei nostri emendamenti, che tentavano di inserire apposite correzioni,  ben 2 dei 5 punti su cui si fonda", riportano dal M5S.

 

Le differenze sostanziali che separano l'amministrazione dai punti in elenco inseriti nell'iniziativa "Riparte il futuro" sono: il tavolo per la trasparenza, previsto solo 1 volta all’anno contro i 2 mesi proposti e il codice etico che verrà creato ad hoc e scotruito sul codice di comportamento dei dipendenti comunali.

"Non c’è stato il coraggio di andare fino in fondo - spiegano dal Movimento -  perdendo l’ennesima bella occasione di dare il buon esempio: sottoponendosi volontariamente ad obblighi aggiuntivi e stringenti si sarebbe mandato un importante messaggio culturale alla cittadinanza, fungendo da esempio anche per i comuni limitrofi".

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