7 agosto 2014 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Carcere di Forlì, per Roma non è urgente e sarà pronto solo nel 2017

Pare infinita l'odissea della nuova casa circondariale che sorgerà al Quattro

FORLI' - Alfano nell'ormai lontano 2009 aveva assicurato che nel 2012, e più precisamente entro il mese di dicembre di quell'anno, il nuovo carcere di Forlì sarebbe stato terminato per entrare nel giro di poco in funzione.

 

Da allora sono passati altri 5 anni e dei lavori portati a termine c’è poco o nulla: “sono stati eseguiti lavori solo sul primo dei due lotti in cui è divisa l'opera, quello con la sede degli uffici. Non c'è invece il muro esterno e il corpo vero della struttura è ancora da realizzare”, riporta l’onorevole Bruno Molea di Scelta Civica, che ha riportato il tema del penitenziario che deve sorgere in zona “Quattro” all’attenzione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando.

 

Le vicende legate al carcere di Forlì si perdono oramai nella notte dei tempi e non è un segreto che cinque mesi fa il Comune abbia chiesto rassicurazioni in merito all’apertura della nuova struttura detentiva. Dal Ministero garanzie ne erano arrivate e si erano individuate nuove scadenze. Il carcere avrebbe dovuto essere consegnato alla città a fine 2015, inizio 2016. Il condizionale era d’obbligo ma anche profetico e infatti oggi si torna a parlare di nuovi termini e da Roma arriva la voce che il penitenziario sarà terminato solo nel 2017.

 

La nuova struttura, insomma, non pare prioritaria nonostante nel 2009 l’attuale carcere della Rocca abbia subito un crollo che ha portato alla chiusura della sezione “custodia attenuata”, l’area destinata ad un trattamento differenziato che da la possibilità ai detenuti di acquisire nuove competenze professionali ma anche di studio. La sezione a custodia attenuata, ovviamente, è ancora in fase di ristrutturazione.

 

Il carcere della rocca di Ravaldino (fortificazione che risale a fine 800) “ospita” mediamente circa 150 persone ed occupa una novantina di agenti. Fino agli anni ’70 la casa circondariale comprendeva anche un istituto minorile. Ad oggi i 4 edifici ospitano 5 sezioni detentivi.

 

Nel febbraio del 2011 nella struttura erano stati trovati escrementi di volatili, ratti che circolavano liberamente nei sotterranei, condizioni igienico sanitarie precarie e consistenti problemi di manutenzione. Da allora le cose sono migliorate e anche di molto, ma la situazione non si può dire di certo risolta.

 

Desi Bruno Garante regionale delle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale, nel giugno scorso ha visitato il carcere della Rocca per verificarne le condizioni, quando, proprio in quei giorni si stava organizzando un presidio per portare all’attenzione pubblica la questione del personale femminile addetto alla sorveglianza delle detenute.

 

L’elenco delle difficoltà, delle vicende e dei problemi che riguardano la struttura della Rocca è quasi infinito e Molea ne riporta un’altra: “Tre anni fa furono i detenuti, che lamentano lunghi tempi di attesa per le risposte dei magistrati di sorveglianza, anche in relazione alle richieste di misure alternative e ai permessi, a scrivere una lettera al Presidente Napolitano, minacciando lo sciopero della fame, a causa delle pesantissime condizioni di vita in cui versavano. E da allora quasi nulla sembra sia cambiato".

 

Un’urgenza per il nuovo carcere non ci sarà per Roma ma sul territorio i dubbi, tutti più che leciti, rimangono. Ora non resta che attendere, nella speranza che tre anni siano sufficienti per concludere la nuova opera nel quartiere Quattro, così come non si può fare altro che attendere il conto salatissimo per la nuova casa circondariale, lievitato a causa dello slittamento continuo dei lavori. A tal proposito l’onorevole di Scelta Civica sottolinea: "Inizialmente si era parlato di un progetto di 59 milioni, ma l'allungamento dei tempi è destinato a far lievitare le cifre. Dunque anche per questo chiediamo al governo un chiarimento".

 

Enrico Samorì

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