28 giugno 2014 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Autostrada Orte Mestre, "follia pura"

L'M5S di Forlì avverte: a rischio oltre 3 millioni di mq di terreni in 48 comuni italiani

FORLI' - Il Movimento 5 stelle di Forlì si accoda all'ormai già lungo corteo dei contrarti alla realizzazione dell'autostrada Orte Mestre approvato dal Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) l'8 novembre scorso.

Che i 5 stelle siano contrari alle opere "monumentali" è un dato ormai acclarato e a tal proposito si ricordi la ferma contrarietà alla realizzazione della TAV.

Da un cantiere all'altro, così come da uno scandalo all'altro: i pentastellati forlivesi sollevano dubbi e sospetti su trasparenza e progettazione dei lavori, con accuse dirette e pesanti:
"Come noto, il soggetto promotore del progetto autostradale risulta essere insieme ad Anas S.p.A., una cordata di imprese e di banche capeggiata dalla Società Gefip Holding, di proprietà dell’europarlamentare Vito Bonsignore, coinvolto nella Tangentopoli di vent'anni fa, con una sfilza di procedimenti giudiziari, ora artefice del rilancio della mega opera con la benedizione del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ovviamente desideroso di legare il suo nome ad un'opera destinata a restare nella storia d'Italia, dimostrando che il governo delle larghe intese, prima Letta e ora Renzi, non solo è vivo e vegeto, ma quando si tratta di affari con nove zeri anche molto attivo".

 

Venendo poi ai numeri del progetto, i dati che si presentano sono impressionanti: serviranno circa 10 miliardi di euro, circa 2 miliardi e 600 milioni in più di quelli inizialmente preventivati dal CIPE per realizzare la grande opera. La concessione poi dell'infrastruttura sarà affidata per 50 anni alla società che si aggiudicherà l’appalto.

Quatro le corsie progettate, prevedendo inoltre l'adeguamento dell'E45 per un percorso complessivo di 396 chilometri. Sono poi 139 i chilometri di ponti e viadotti, 64 quelli di gallerie, 20 i cavalcavia, 226 i sottovia, 83 gli svincoli 2 le barriere di esazione e 15 infine le aeree di servizio, preventivate per il tracciato che attraverserà 5 regioni, 11 province e 48 comuni.

 

Se da un lato la grande opera potrebbe essere un nodo focale per il rilancio del sistema infrastrutturale del paese, dall'altro si pone il problema dell'impatto ambientale che per progetti monumentali come questo non sono certamente da sottovalutare, così come rimarcano i pentastellati di Forlì:
"Il tracciato della nuova autostrada interferisce con importanti zone di interesse storico, paesaggistico ed ambientale come, per esempio, il Parco delle Foreste Casentinesi, la Valle del Tevere, il Delta del Po, le Valli del Mezzano, la Laguna di Venezia, la zona archeologica nei dintorni di Lova, la Riviera del Brenta".

 

Si calcola che solo nel tratto Romagna Veneto, così come riportato anche dai Verdi e da Legambiente, il consumo suolo è stimato in 3.300.000 mq di terreno, pari a quasi 470 campi da calcio. L'infrastuttura insisterà per la quasi totalità su terreni agricoli ed il tracciato autostradale andrebbe ad interessare 11.000 ettari di siti di interesse Comunitario, 5800 zone a Protezione Speciale, e 8300 ha di parchi regionali.

 

Come è lecito pensare e così come suppongono i 5 stelle forlivesi, prima di prendere in considerazione un'opera di questo tipo probabilmente sarebbe più importante mettere in sicurezza le infrastrutture presenti e tra queste, proprio la Romea, classificata tra le strade più pericolose d'Italia, "ma il progetto preliminare approvato dal CIPE non contiene alcun provvedimento significativo diretto alla riqualificazione messa in sicurezza della SS 309 Romea, come scarsi sembrano i fondi per la manutenzione della E45 esistente, il cui stato di degrado e perenne presenza di cantieri è tristemente nota a tutti i cittadini", rimarcano i 5 stelle che chiedono a questo punto il ritiro del progetto privilegiando proprio la messa in sicurezza di E45 e Romea, non prima però di aver aperto un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali interessate dal tracciato, le associazioni di categoria, le forze sindacali, le associazioni e i comitati ambientalisti, "al fine di raccogliere le loro istanze ed individuare alternative più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, sia sul breve che sul medio periodo", volgono alla conclusione gli attivisti pentastellati, "noi chiediamo con forza a tutti i cittadini Romagnoli di non permettere la realizzazione di questa opera e di gridare con forza il proprio sdegno. E’ pura follia".

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