14 giugno 2014 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro

La congiuntura nel manifatturiero nel primo trimestre 2014

Performance produttive in miglioramento nonostante alcuni valori negativi

FORLI' / CESENA - Il primo trimestre 2014 fa registrare una congiuntura meno sfavorevole per le imprese manifatturiere del forlivese e del cesenate, rispetto a quanto rilevato nel mesi precedenti.

 

In sintesi questo emerge dall’indagine congiunturale provinciale curata dall’Ufficio Statistica, Studi, Pianificazione e Programmazione della Camera di Commercio di Forlì-Cesena e riferita al primo trimestre 2014.

 

Esaminando i dati si evidenzia come, nell’arco degli ultimi 12 mesi, alcuni fra i settori analizzati mostrino valori ancora negativi, ma le performance produttive appaiono in miglioramento per buona parte di essi.

 

Fra le classi dimensionali, le imprese di grosse dimensioni presentano risultati positivi per produzione, fatturato, ordini ed occupazione, mentre le classi inferiori continuano ad essere in difficoltà.

 

Aumenta ancora la percentuale di imprese in crescita: il 50,8% ha dichiarato un aumento della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, mentre il 29,5% ha indicato una diminuzione. In questo trimestre l’occupazione ha segnato una lieve crescita, tendenza che sembra confermata dalle aspettative espresse per il secondo trimestre.

 

 

“Nonostante, purtroppo, i margini di redditività per le imprese siano ancora molto critici, tuttavia non posso non riscontrare il consolidamento dei primi segnali positivi che si erano manifestati già nel IV trimestre 2013 –  dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – . A questa valutazione ne aggiungo una seconda: qualità e numero degli indicatori in miglioramento si stanno ampliando e ciò ci spinge a continuare con la massima decisione nelle azioni di supporto che la Camera realizza nei confronti di tutti i settori e per tutte le imprese del territorio, in particolar modo per quelle di più piccole dimensioni, maggiormente in sofferenza”.

 

I mesi di gennaio, febbraio e marzo hanno segnato una leggera ripresa dei ritmi lavorativi rispetto al trimestre precedente; si è, infatti, registrato un aumento del volume fisico della produzione (+0,4%) e del fatturato (+2,6% a valori correnti). Anche la domanda complessiva è aumentata: alla crescita della richiesta estera (+9,2%) si è aggiunta anche quella interna (+5,4%). Nel corso di questo trimestre il numero degli addetti occupati è aumentato (+2,0%).

L’occupazione è risultata generalmente in crescita, in particolare nei settori “chimica e plastica”, “calzature” e “mobili”; hanno invece fatto registrare segnali di caduta i settori del “legno” e dei “macchinari”.

 

Gli andamenti evidenziati dal complesso delle imprese intervistate, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, evidenziano segnali positivi; la produzione è cresciuta del 9,2% e il fatturato, a valori correnti, del 4,6%; anche gli ordinativi raccolti sul mercato italiano sono aumentati rispetto allo scorso anno (+4,3%) come pure quelli pervenuti dall’estero (+6,3%). Nell’arco degli ultimi 12 mesi il numero degli occupati è complessivamente aumentato del 2,1% ma con risultati settoriali che vanno dal +7,8% delle “calzature” al –9,9% del “legno”.

 

Su base annuale (media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), gli indicatori cominciano a dare indicazioni di recupero: alla crescita della produzione dell’1,9% si segnala un equivalente incremento del fatturato (a valori correnti). La domanda italiana è apparsa stabile (+0,1%), mentre quella estera ha segnato una crescita del 3,1%; la percentuale media delle vendite effettuate al di fuori dell'Italia si è attestata al 25,3% del fatturato complessivo. Il saldo occupazionale è finalmente positivo (+0,3%).

 

Sul dato occupazione hanno influito positivamente i settori “alimentare”, “calzature” e, in misura minore, i “macchinari” mentre sono stati negativi (fra -1,5 e -5,9%) i saldi per tutti gli altri settori osservati. I livelli occupazionali sono risultati in calo per le imprese che occupano meno di 50 addetti e in crescita per quelle maggiori.

 

Dal punto di vista territoriale il settore industriale ha segnato un contenuto rallentamento produttivo nell’area di Forlì, mentre in quella di Cesena, anche per effetto della diversa composizione settoriale, si è confermato in positivo. Analizzando i dati secondo la dimensione aziendale si evidenzia che tutte le classi con meno di 250 addetti hanno registrato risultati produttivi negativi mentre quelle appartenenti alla classe maggiore hanno aumentato la produzione.

 

Per il secondo trimestre del 2014, rispetto al precedente, gli imprenditori intervistati prevedono un aumento della produzione e del fatturato, sostenuto da una crescita degli ordini interni ed esteri; in leggera ripresa anche l’occupazione; le aspettative sono complessivamente in linea con quelle raccolte un anno fa.

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