20 maggio 2014 - Forlì, Cronaca

Lucciole cinesi, in manette un'altra maîtresse

La Squadra Mobile in azione ieri per stroncare un giro di prostituzione in città

FORLI’ - Il tutto è partito a Rimini nel 2011 quando le forze dell’ordine hanno dato il via ad un’operazione volta al contrasto della prostituzione in appartamento. Le indagini della Squadra Mobile di Rimini, coordinate da Nicola Vitale hanno permesso, ieri, di procedere all’esecuzione di ben 14 ordinanze di custodia cautelare, 12 a carico di cinesi e 2 di italiani, di cui uno residente a Rimini.

 

La rete di rapporti che intercorrevano tra la città malatestiana e il resto del territorio romagnolo era talmente fitta che ieri per mano degli agenti della Mobile di Forlì è finita in manette anche una donna, sempre cinese, residente da circa un mese in città. La maîtresse, di 56 anni era in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Per lei l’accusa di sfruttamento della prostituzione, esercizio e controllo di una casa di prostituzione.

 

Il meccanismo era chiarissimo: le ragazze connazionali venivano reclutate nella regione di Zhejiang e catapultate in romagna dove venivano messe al lavoro per un periodo di prova, terminato il quale partiva una ricerca serrata di immobili in zone strategiche e a costi vantaggiosi per trasformarli in case per appuntamenti. Con un vero e proprio call center i clienti a seconda della zona in cui si trovavano venivano messi in contatto con la ragazza più vicina. Il giro d’affari ipotizzato per questa rete è di circa 5/6 mila euro alla settimana per ogni ragazza costretta a prostituirsi. La retribuzione delle prostitute, invece si aggirava  tra le 30 e le 70 euro al giorno.

 

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