9 maggio 2014 - Forlì, Cultura, Arte, Società

Il nuovo “futurismo tecnotronico” di Lucio Forte in esposizione alla Vecchia Forlì

L'artista milanese verrà presentato oggi dalla critica d'arte Federica Pasini

FORLÌ. Romagna in arte”, con il patrocinio del Comune di Forlì, e la collaborazione della critica forlivese Federica Pasini, espone dal 9 maggio al 6 giugno 2014, presso il prestigioso ristorante “Vecchia Forlì” in via Maldenti, le opere dell’artista milanese Lucio Forte con il ciclo “Runi”, proponendo ai fruitori uno spunto di riflessione nel viaggio nella realtà virtuale dell’epoca cyberpunk.

Lo stile. Gli slogan del Futurismo celebravano “il dinamismo congenito”, “la rottura delle forme”, esaltando anche la macchina, dichiaravano che un’automobile in corsa è “più bella della Vittoria di Samotracia”: questo significava preferire l’oggetto industrializzato all’unicità della statua di culto.

Lucio Forte così come il Futurismo, integra l’esperienza della simultaneità, della temporalità e del movimento fisico nei limiti dell’oggetto artistico. Come Balla nel 1912, che ridefinì la sintassi pittorica adattando i contorni ripetitivi caratteristici della “cromofotografia” alle proprie rappresentazioni di oggetti, così il nostro artista applica e travalica, nelle sue opere, quello che potremmo definire la proiezione nella contemporaneità di un Nuovo Futurismo “tecnotronico”, fondato quindi, sull’espressione di Artificial Intelligence, che proponendosi l’obbiettivo di imitare il comportamento mentale dell’uomo quest’ultima si autoqualifica come la “scienza di far fare alle macchine delle cose che richiederebbero intelligenza se fossero fatte dagli uomini”.

Lucio Forte, quindi va al di là delle apparenze, strappandone il velo, proiettandosi, con le sue opere, in quello che McLuhan, definirebbe “la seconda rivoluzione della contemporaneità, contestualizzando la prima come ‘galassia Guttemberg’ e la seconda come quella definita, come sopraccitato, Artificial Intelligence”.

Il nostro artista lavora nel mondo virtuale dei “cyberpunk”, in una sorta di cyberspazio, inteso come “allucinazione consensuale”; che definisce l’arte, usando le parole di Larry McCaffery: “il tentativo di rappresentare la problematica tecnologica che soggiace alla condizione postmoderna”.

L’espressione artistica di Lucio Forte incarna l’emergere di un individualismo tecnocratico che mette sistematicamente in discussione l’Arte pregressa, consacrata come ‘Autoritaria’, promuovendo il pensiero indipendente e la creatività che scaturiscono dalle tecnologie contemporanee, e favoriscono la rivoluzione nelle comunicazioni.

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