24 marzo 2014 - Forlì, Economia & Lavoro, Politica

Rilevare la licenza e riaprire l'aeroporto di Forlì

La ricetta di Cambiaforlì per il rilancio del Ridolfi

FORLI' - Il tempo passa e la scadenza del bando per la gestione dell’aeroporto si avvicina senza che ci siano segnali di operatori interessati. Si moltiplicano gli appelli di quanti sono coinvolti direttamente e tra questi dei dipendenti, supportati dal sindacato, che stanno dimostrando di avere una chiarezza di prospettiva che non pare avere, per ora almeno, il mondo delle istituzioni.

“Mentre a Rimini, nonostante una situazione debitoria impressionante, il prefetto e le istituzioni pubbliche e private sono impegnati a sviluppare iniziative per il salvataggio del loro aeroporto, a Forlì non notiamo nulla di tutto questo, ma solo un’attesa passiva dell’arrivo di cinesi, arabi o americani”, sottolinea il candidato a sindaco della lista CambiaForlì, Luigi Ascanio.

“Forlì non può pensare che il proprio aeroporto sia destinato a chiudere o a diventare una pista solo per le scuole di volo: occorre riaprire il confronto con la Regione e la programmazione regionale perché lì sta la risposta al sistema aeroportuale regionale prima ancora che a Roma”, rilancia Ascanio.

Nei prossimi 20 anni è previsto il raddoppio del numero di passeggeri che all’interno dell’Unione Europea si muoveranno utilizzando proprio gli aerei; ciò evidenza una volta di più la necessità di investire proprio nelle infrastrutture come lo scalo forlivese.

 Ma se anche questo bando, così come accaduto con il precedente, andasse deserto? Cosa accadrebbe? Su questa malaugurata ipotesi il candidato a sindaco di CambiaForlì ha una sua idea e la spiega chiaramente:  “un progetto condiviso fra Istituzioni Pubbliche, a partire dal Comune, Enti Privati, Associazioni di Categoria del territorio forlivese-cesenate e ravennate, finalizzato al rilevamento della licenza dell’aeroporto, per mantenere funzionante il Ridolfi attraverso una gestione caratterizzata da una  forte riduzione dei costi di gestione al fine di ricreare le condizioni per fare ripartire la più importante infrastruttura che il nostro territorio possieda”.

 

La sfida è lanciata se non arrivassero investitori dall’estero l’invito di Ascanio è quello di rimboccarsi le maniche e rimettere insieme un pool di partner pubblici e privati per rilanciare lo scalo di Forlì

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