21 novembre 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

La strada statale 67 è una mulattiera

La situazione disastrosa dell'arteria viabile preoccupa il sindaco di Rocca

ROCCA SAN CASCIANO – “A causa della disastrosa situazione colabrodo della strada statale 67 Forlì-Firenze del Muraglione, la valle del Montone o Acquacheta è ridotta ormai non solo alla Cenerentola della Romagna, ma addirittura a territorio da terzo mondo”: il sindaco di Rocca San Casciano descrive una situazione chiara e rovinosa per la strada statale, arteria fondamentale di collegamento sull’asse Forlì Firenze.

 

Il viaggio sulla 67 si trasforma in un rischioso percorso “on the road”. Profonde buche e fondo sconnesso per chilometri, frane storiche e recenti abbandonate da mesi o anni a segnaletica o barriere arrugginite, cunette piene di terra, foglie, rami ed erba sfalciata durante l’estate e abbandonata lì, fango, melma e acqua quando piove che invadono la carreggiata per centinaia di metri, barriere penzolanti o inesistenti su scarpate o precipizi sul fiume sottostante, sono i protagonisti di quella che sulle cartine stradali dovrebbe essere “la strada dei due mari” o delle città d’arte Ravenna-Firenze via Forlì e il Muraglione.

“Invece è ridotta a mulattiera impercorribile e pericolosissima per l’incolumità di chi la percorre ogni giorno, specialmente nel tratto Castrocaro-San Benedetto in Alpe, strada dimenticata da Dio e dagli uomini – descrive il sindaco di Rocca che prosegue - Anche noi sindaci della valle, che da anni segnaliamo la ormai insostenibile situazione all’Anas, alla Prefettura, al Ministero delle Infrastrutture e a tutte le istituzioni e ai politici romagnoli e nazionali, non troviamo più nessuno che ci ascolta. Una strada così malridotta, a differenza per esempio delle consorelle provinciali delle valli parallele, sta mettendo in ginocchio la già difficile situazione economica e sociale della valle, come dimostrano le continue segnalazioni a noi sindaci di imprenditori, operatori turistici cittadini, camionisti, automobilisti e perfino motociclisti e ciclisti”.

 

La Toro è oggi un impervio percorso rischioso per le carrozzerie ed i pneumatici dell’auto, per frane e smottamenti e spesso e volentieri viene evitata dal traffico. 

 

“Parafrasando a rovescio il filosofo Nietzsche, secondo il quale “la strada per la grandezza passa attraverso il silenzio”, noi della valle del Montone, se non vogliamo finire nell’irrimediabile bassezza o chiusura della valle, dobbiamo rompere il silenzio e urlare ai quattro venti il diritto ad avere una via di comunicazione degna di un Paese civile”, conclude Rosaria Tassinari.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.