"Piena riuscita dello sciopero generale e della manifestazione unitaria"

La soddisfazione di Rifondazione Comunista

FORLI' - "Buona la partecipazione dei lavoratori allo sciopero generale e alla manifestazione di CGIL, CISL e UIL, contro la Manovra di stabilità del Governo delle “tristi intese”, Letta-Berlusconi, PD-PDL. In molti luoghi di lavoro e in diversi settori l’adesione è stata alta e tra gli operai dell’Electrolux è arrivata al 100%.

 

Dopo diversi accordi separati firmati al ribasso e il tacito consenso all’espulsione della FIOM-CGIL dagli stabilimenti FIAT – poi riammessa grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale -  la ritrovata unità dei sindacati è un dato significativo e di fondamentale importanza.

 

Solo attraverso l’unità di tutti i lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali si potranno ottenere degli sviluppi positivi ed invertire l’attuale tendenza che mira a precarizzare i rapporti di lavoro e ad impoverire i cittadini meno abbienti. Solo organizzando il conflitto sociale e unendo le lotte dei lavoratori di tutti i settori si potrà porre fine all’attuale crisi economica la quale, sebbene sia  stata innescata dai crolli finanziari, è il prodotto del trentennale attacco ai lavoratori dipendenti e dell’enorme perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi.

 

Tuttavia, è quanto mai urgente varare al più presto una legge sulla rappresentanza che stabilisca in modo chiaro che tutti i lavoratori hanno il diritto di votare il proprio contratto e avviare una vera politica di redistribuzione della ricchezza. Purtroppo, l’attuale Governo, esclusivamente occupato a salvaguardare le vicende personali di Berlusconi, sta andando nella direzione opposta, sostenendo i ricchi ed impoverendo i lavoratori.

 

Del resto i numeri parlano chiaro: mentre la metà della ricchezza è posseduta dal 10% delle famiglie italiane, il 50% delle famiglie meno abbienti ne possiede solo il 10% e fatica a sopravvivere. Insomma, redistribuire la ricchezza non è più solo una questione di giustizia sociale ma è diventata una necessità per far ripartire l’economia e, soprattutto, l’occupazione.

 

È scandaloso, infatti, che vi siano pensioni di decine di migliaia di euro quando molti pensionati sono sotto la soglia di povertà, o che gli imprenditori italiani dichiarino di guadagnare, dati 2012, meno dei loro dipendenti, oppure che i “senior manager” della pubblica amministrazione italiana siano, fra i paesi Ocse, i più pagati, con uno stipendio medio di 650 mila dollari, circa 482 mila euro al cambio attuale, mentre in Francia è di 260 mila dollari,  in Germania 231 mila e negli Stati Uniti di 275 mila.

 

Le rivendicazioni e le lotte dei lavoratori devono diventare patrimonio comune della società italiana, altrimenti il futuro che ci attende è quello di un progressivo impoverimento dei ceti popolari e di una diffusa disgregazione sociale. La Grecia è li a mostrarci dove si può finire: il 10% dei bambini, uno su dieci, soffre la fame per colpa delle ricette economiche dell’Unione Europea e della BCE, attuate con la complicità di Governi compiacenti e delle larghe intese.

 

Disubbidire ai Trattati europei si può e lottare per  cambiare queste scellerate politiche economiche non è più solo un dovere ma un’urgente necessità".

Nicola Candido
Segretario PRC federazione di Forli

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