29 ottobre 2013 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro, Società

Electrolux: possibili a breve cambiamenti radicali nell'intera produzione italiana

Probabili 500 licenziamenti in tutta Italia, produzioni forlivesi rischiano meno

FORLÌ. Sedici ore di sciopero entro venerdì 9 novembre per protestare contro le decisioni della Electrolux. È quanto hanno deciso ieri i sindacati Fiom, Uilm e Fim, a seguito dell'incontro di ieri a Mestre con la Direzione Electrolux, in cui l'azienda ha presentato un piano per gli stabilimenti italiani che prevede una rapida indagine conoscitiva della situazione delle fabbriche italiane e, subito dopo, una serie di cambiamenti radicali nell'intero impianto. Si parla del licenziamento di circa cinquecento persone. Giovedì 31 ottobre, a Forlì, si terranno le assemblee sindacali in fabbrica.

 

L'investigazione, che Electrolux intende svolgere entro aprile 2014, è finalizzata a verificare la sostenibilità delle produzioni che si realizzano in Italia, ad esplorare "tutte" le vie percorribili per consolidare i fattori di competitività e le azioni necessarie per una maggiore profittabilità. In modo esplicito, la Direzione aziendale ha spiegato che questo può significare il mantenimento, il ridimensionamento o la chiusura degli stabilimenti.

 

In questo quadro le produzioni italiane sono messe in discussione e il rischio di scelte drastiche è concreto in primo luogo per lo stabilimento di Porcia (PN), dove si producono lavatrici e dove lavorano 1160 addetti, lo stabilimento di Susegana (TV) dove si producono frigoriferi ad incasso con 1033 addetti, e lo stabilimento di Solaro (MI) dove si producono lavastoviglie con 912 addetti. Lo stabilimento di Forlì, con le produzioni dei forni e dei piani cottura, oggi sembra meno esposto alle scelte di disimpegno della multinazionale svedese in Italia.

 

Electrolux ha deciso infatti di avviare una analisi per singola linea di prodotto dichiarando da subito che le produzioni italiane di Electrolux, in particolare le produzioni di lavatrici, frigoriferi e lavastoviglie, non sono competitive con le stesse produzioni che Electrolux realizza nei paesi dell'Europa dell'est.

Nello stesso tempo Electrolux ha comunicato la decisione di attivare da subito la riduzione di personale impiegatizio che interessa 200 impiegati in Italia sui mille impiegati che Electrolux vuole licenziare in Europa; una riduzione lineare che interessa l'insieme delle funzioni di Staff (ricerca e sviluppo, centri tecnologici, IT, struttura commerciale); il trasferimento della produzione di 225mila lavastoviglie da 45 cm attualmente prodotte nello stabilimento di Solaro; il trasferimento di ulteriori 82mila lavatrici della categoria Prometeo, realizzando così il trasferimento completo nella fabbrica di Olawa, in Polonia, della produzione Prometeo oggi prevalentemente venduta in Italia e con il mercato che vede, in questa fascia, un aumento dei volumi; la realizzazione in Ungheria, con l'avvio immediato della industrializzazione, della nuova piattaforma del frigorifero ad incasso di nuova generazione "Cairo 3", la cui famiglia è oggi prodotta a Susegana.

 

Queste decisioni significano un impatto negativo a regime sull'occupazione di 75 unità a Solaro, 46 unità a Porcia, 140 unità a Susegana e 200 unità tra gli impiegati della struttura e la messa in discussione di tutti gli stabilimenti.

In totale, l'impatto complessivo delle decisioni annunciate sulle fabbriche e nel settore impiegatizio rischia di produrre da subito 461 esuberi in Electrolux nel nostro paese in aggiunta ai 1200 esuberi (oggi 1100 per effetto delle dimissioni incentivate) affrontati con il ricorso alla solidarietá nell'accordo del 22 Marzo 2013 e di provocare a cascata la perdita di migliaia di posti di lavoro nell'indotto; nello stesso tempo le investigazioni mettono a rischio complessivamente gli stabilimenti italiani e manifestano la volontà di un progressivo disimpegno della multinazionale svedese dall'Italia.

Per queste ragioni il Coordinamento sindacale della Electrolux non accetta il piano proposto da Electrolux e proclama 16 ore di sciopero con la massima articolazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo, da effettuarsi entro venerdì 8 novembre 2013; richiede, inoltre, il coinvolgimento in tutti i territori delle prefetture, dei presidenti di regione e delle

istituzioni locali per illustrare la gravissima situazione che le decisioni di Electrolux

determinano sul tessuto sociale nei territori e a livello nazionale, richiede un intervento diretto e tempestivo della Presidenza del Consiglio sulla multinazionale svedese per ottenere la modifica delle decisioni prese e la garanzia per gli stabilimenti e le produzioni italiane di Electrolux.

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