29 ottobre 2013 - Forlì, Cronaca, Cultura, Società

Predappio, tassa per autobus troppo cara, si pranza a Cesena

L'Associazione "Liberi e Forti" dell'Agro Pontino presenta le proprie rimostranze al Sindaco

PREDAPPIO - Niente dolci ricordi ma solo amarezza e un conto piuttosto salato per l’Associazione “Liberi e Forti” dell’Agro Pontino che si è recata, come ogni anno a Predappio per visitare i luoghi natali del Duce e il centro di potere storico del ventennio.

 

La comitiva, che come si evince dalla fattura minuziosamente scansionata e inviata alla redazione, era composta da 32 persone che hanno fatto tappa a Predappio per poi spostarsi nel cesenate. Il motivo di questa deviazione? Lo spiegano gli stessi membri dell’associazione che un po’ seccati e in qualche modo indignati da un’accoglienza “costosa” hanno deciso di prendere carta e penna per presentare le proprie rimostranze all’amministrazione comunale di Predappio, alle associazioni dei commercianti e a quelle culturali e di promozione locale del territorio.

Vi riportiamo quindi in forma integrale la nota della “Liberi e Forti”, mostrando così un altro aspetto, forse un po’ meno “politico” e dai toni più garbati ma di certo non meno polemici, di cosa significhi fare i conti con la storia.

 

“Come ogni anno, dall'Agro Pontino, con gli autobus, ci siamo recati a Predappio per visitare la vostra piacevole cittadina, dove però c'è dispiaciuto constatare come nulla sia cambiato in merito alla tassa di posteggio di 30 euro per le autocorriere”.

 

“Il gruppo che fedelmente viene in visita da più di dieci anni nella vostra città è composto per lo più da pensionati e caricarlo di ulteriori spese, oltre al costo del trasporto e del pranzo, significherebbe spingerlo a non partecipare più alla consueta gita”.
 

“Ci siamo visti così costretti ad effettuare una sosta "mordi e fuggi" in città, per poi andarcene a pranzare a Cesena, dove non si paga alcuna tassa di soggiorno o parcheggio”.

 

“Crede, Signor Sindaco, che questo sia giovato alla vostra città? Crede che i baristi ed commercianti del posto ne abbiano tratto un beneficio? Ci sembra piuttosto che, per qualche neppure troppo velato motivo, si voglia far desistere i turisti dal visitare Predappio, con la disastrosa conseguenza di minarne l'economia”.

“Predappio non è Roma, Firenze o Venezia ed una tale tassa, anche in considerazione del flusso esiguo di visitatori, risulta decisamente esagerata: Predappio città del vino? Signor Sindaco, non ci prendiamo in giro, i turisti che visitano la vostra città non lo fanno certamente per l'ottimo Sangiovese o l'ancor migliore Cagnina!”.
 

“Nella speranza che si provveda a mettere in atto una politica più oculata, volta alla valorizzazione del luogo e delle attività che su esso incidono, si porgono i nostri cordiali saluti”.

Associazione Liberi e Forti 

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