23 ottobre 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Predappio, sì ai nostalgici ma no a Rifondazione Comunista

Per Candido e Capacci possono manifestare solo i fascisti

PREDAPPIO - In questo periodo ricorre il 69esimoanniversario della Liberazione dei comuni forlivesi dall’occupazione nazi-fascista.

Predappio fu liberata il 28 ottobre 1944 dal Corpo d’Armata Polacco e da un distaccamento dell’ottava Brigata Garibaldi “ Romagna” al comando di Giuseppe Ferlini.

“Da anni questo anniversario è ignorato perché in questa data convergono da tutta Italia i fascisti per celebrare la Marcia su Roma”, commentano Nicola Candido e Palmiro Capacci di Rifondazione Comunista, che colgono l’occasione per sollevare un’altra questione.

Il partito aveva chiesto l’occupazione di pochi metri di suolo pubblico per esporre una mostra dal contenuto storico dal titolo ‘La guerra arriva a Predappio – 28 ottobre la Liberazione’, ma a quanto riferito dagli stessi esponenti di Rifondazione, il Comune ha rigettato la richiesta per motivi di ordine pubblico.

“La questura invece ci ha convocato e anticipato che per motivi di ordine pubblico la nostra manifestazione non sa da fare, potremmo disturbare il turpe pellegrinaggio di chi continua, impunemente, a fare apologia del fascismo”, spiegano ancora Candido e Capacci che proseguono nella loro disamina: “Sebbene questi figuri siano completamente nell’illegalità, la legge 645 del 1952, infatti, sanziona chi denigra  ‘la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza’, possono tranquillamente permettersi di sequestrare un intero paese per celebrare ed esaltare il regime fascista”.

L’amministrazione è con le mani legate e “ostaggio” tra due fuochi: da un lato i nostalgici che rivendicano il diritto di celebrare l’evento, come ormai tradizione vuole e dall’altro Rifondazione che si domanda come sia possibile che a in città si possa festeggiare la marcia su Roma ma non la Liberazione

“Ci chiediamo come possa avvenire che un territorio comunale venga sottratto alla Costituzione, con il consenso e la complicità delle istituzioni, e venga consegnato per ventiquattro ore a nostalgici in camicia nera e ad organizzazioni neo-fasciste”, rimarcano ancora gli esponenti di Rifondazione

Una sorta di risposta i Candido e Capacci se la danno autonomamente, “sapendo che si tratta del comune in cui è nato e sepolto Mussolini”,  tuttavia rimangono interdetti dal fatto che la stessa Predappio sia passata alla storia anche per aver dato un contributo ragguardevole, con numerose vittime, alla Resistenza.

“Questa vicenda ci ricorda come vi sia il tentativo ricorrente di riabilitare criminali ed assassini, magari in maniera subdola – affondano i due - Si proclama che bisogna “riappropriarsi della storia“, e siamo d’accordo, ma occorre farlo per tutta la storia senza censurare quella che non collima con l’imperante revisionismo teso ad indebolire le basi antifasciste e repubblicane della nostra democrazia”.

Insomma, la discussione è destinata a montare in una Predappio democratica ed antifascista che per Rifondazione “non merita la sospensione della Costituzione democratica. Predappio non merita di essere colonizzata e trasformata in una ridicola “Disneyland” del fascismo”.

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