23 ottobre 2013 - Forlì, Cronaca, Società

"Marcia su Predappio", l'ANPI scrive al Prefetto

"prevenire ed annullare ogni tentativo volto a far rinascere ciò che la Costituzione ha voluto cancellare"

PREDAPPIO - Il 28 ottobre del 1922 alcune decine di migliaia di militanti fascisti marciarono su Roma, rivendicando la guida del paese; il successo dell’iniziativa fu tale che il 30 ottobre, solo due giorni dopo la sfilata, Vittorio Emanuele III dovette cedere alle pressioni e incaricò Benito Mussolini di formare il nuovo governo.

Tradizionalmente, nell’anniversario della marcia su Roma, Predappio si riempie di quelli che banalmente vengono definiti “nostalgici”, di persone che provengono da tutte le parti d’Italia per commemorare l’evento e la figura del Duce.

A pochi giorni dalla riproposizione di questo evento, il presidente provinciale dell’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, scrive al Prefetto Erminia Rosa affinché si faccia garante del corretto svolgimento della manifestazione, ma con le sue parole Carlo Sarpieri dice ancora di più.

Vi riproponiamo allora, in forma integrale, la missiva inviata al Prefetto, nella speranza di suscitare qualche profonda riflessione e perché no, aprire un dibattito costruttivo che esca dai classici luoghi comuni e dallo sterile botta e risposta tra fazioni opposte.

Come è sempre accaduto, la redazione di Forlì 24 Ore è ben disponibile ad ascoltare la voce di tutti e ad offrire occasione di replica, purché fatta nei toni e nei modi consoni che si addicono ad un’informazione di servizio e soprattutto rivolta a tutti.

 

“In occasione dell'anniversario della marcia su Roma (il prossimo 28 ottobre) la civile e democratica Comunità di Predappio e dell'intera Provincia di Forlì-Cesena sarà costretta ad assistere alla sfilata di commemorazione che si concluderà davanti alla tomba di Benito Mussolini.

Ancora una volta si dovrà registrare il fatto che si consenta di fare discorsi, di urlare slogans, di fare sfoggio di divise e oggetti che inneggiano al fascismo e ne richiamano i simboli.

Ancora una volta siamo a richiedere che tutto ciò sia impedito in nome della Costituzione e delle leggi che vietano l'apologia del fascismo.

A nome dell'ANPI Provinciale e di grande parte della comunità provinciale vogliamo esprimere tutta la nostra preoccupazione per la persistente sottovalutazione dei rischi connessi al manifestarsi di iniziative che non appartengono solo al folklore nostalgico di qualche attempato signore, ma coinvolgono nuovi gruppi di ispirazione fascista e nazista che in questi giorni non hanno fatto mancare il loro messaggio intimidatorio marchiando con il loro timbro il palazzo che sta difronte alla sede dell'ANPI, in via Albicini, a Forlì.

La popolazione di questa Provincia si è battuta contro il fascismo e il suo principale artefice, tanto da meritare la medaglia d'oro al valor civile. Per rispetto ad essa, per rispetto a coloro che si sono sacrificati, spesso giovanissimi, per rispetto ai giovani di oggi che hanno diritto di pace e prosperità, l'ANPI sente il dovere di sollecitare tutte le autorità preposte a prevenire ed annullare ogni tentativo volto a far rinascere, sotto altro nome, ciò che la Costituzione ha voluto cancellare: un'ideologia fondata sulla violenza politica e sulla discriminazione fino al punto di dare origine all'infamia delle leggi razziali e alla

soppressione delle libertà fondamentali dell'uomo”.

 

Carlo Sarpieri

Presidente dell'A.N.P.I Comitato Provinciale Forlì-Cesena

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