Dometic Italy, niente incontro

Saltato il tavolo di trattativa previsto per oggi

FORLI’ - Oggi si sarebbe dovuta svolgere presso la sede di Confindustria di Forlì la trattativa per la gestione della crisi della Dometic Italy, crisi esplosa dopo la decisione della multinazionale di trasferire le produzioni in Cina, licenziando 45 lavoratori sui 74 dipendenti in Italia.

Questa mattina si sarebbe dovuto svolgere un tavolo di trattativa per dare seguito all’incontro tenutosi il 13 settembre scorso, nel corso del quale i lavoratori si erano impegnati a far partire i prodotti finiti a magazzino (66 generatori) per preservare i clienti dell’azienda.

 

Però oggi la trattativa non c’è stata.

 

“L’avvocato dell’azienda non si è nemmeno presentato e l’Amministratore unico, Marco Grimandi, ha preteso dai lavoratori la fine dello stato di agitazione, nonostante sia aperta la procedura di licenziamento collettivo (mobilità) e ogni giorno le lettere di licenziamento siano più vicine”, riportano i sindacati.

Lo stesso Grimandi, sempre secondo quanto riportato da Cgil Cisl e Uil avrebbe messo in discussione l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione, nonostante le disponibilità verificate in sede di Ministero del Lavoro.

 

“Questo è un comportamento inqualificabile, in linea con i blitz notturni di questa estate, come inqualificabili sono le decisioni prese in Svezia che cancellano produzioni, saperi e una storia industriale.

I lavoratori della Dometic, insieme a Fim Fiom e Uilm, risponderanno con uno sciopero immediato per il turno del mattino di domani, mercoledì 2 ottobre, con picchetto alla sede di via dei Mercanti, al fine di bloccare interamente l’attività dell’impresa”, si legge in una nota diffusa  dai sindacati che prosegue: “Oggi è indispensabile l’intervento delle Istituzioni, a partire dalla Regione Emilia Romagna, perché siano convocati a dover rispondere delle proprie scelte e delle proprie responsabilità i dirigenti della Dometic”.

 

E’ dal 14 giugno scorso che i lavoratori sono senza futuro. “Questi comportamenti e l’indisponibilità alla trattativa richiedono una risposta generale”, concludono i sindacati e lo sciopero di domani è solo l’inizio.

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