12 settembre 2013 - Forlì, Economia & Lavoro, Società

Croci, sono giorni di agonia

Si va verso il progetto di continuità ed è sempre più difficile garantire le retribuzioni ai cassaintegrati

FORLI’ - Questa mattina, giovedì 12 settembre, si è svolta in azienda l’assemblea di tutti i lavoratori e le lavoratrici della Croci.

Da fine luglio, a seguito della messa in liquidazione della Croci spa (poi rinominata Aluroll spa) tutti i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria in deroga tranne i pochissimi impiegati addetti alla gestione delle pratiche della liquidazione.

 

Il 15 settembre la cassa in deroga scade e Fiom e Uilm dovranno sottoscrivere al Ministero del Lavoro un nuovo accordo di utilizzo di cassa integrazione straordinaria, questa volta per cessazione totale dell’attività,  con i liquidatori nominati dalla società.

 

Oltre alla necessità di garantire a tutti i lavoratori adeguata copertura con gli ammortizzatori sociali vanno messe in atto anche tutte le azioni finalizzate a favorire il reimpiego degli stessi, attraverso adeguati percorsi di riqualificazione e attraverso la possibilità di utilizzare da subito lo strumento della mobilità per quei lavoratori che trovassero nuova occupazione.

“Resta inoltre aperto e da risolvere – sottolineano i sindacati -  il problema delle retribuzioni ad oggi in arretrato (giugno, luglio e in parte agosto 2013) e i liquidatori dovranno a breve, appena ultimato il bilancio di liquidazione della società, dare tempestivo riscontro alle richieste avanzate dai lavoratori”.

 

Nel corso dell’assemblea di oggi è stato anche presentato ai lavoratori l’accordo raggiunto, dopo un lungo e complicato negoziato, il 9 settembre con Aluroll spa in liquidazione e la neo-costituita Croci Italia srl che definisce la cornice contrattuale in cui opererà la nuova società, che partirà proseguendo nelle attività della Croci occupando un primo numero di 25 lavoratori (dei 57 al momento in cassa integrazione da Croci spa), e che vede nell’assetto societario e manageriale una continuità con la passata gestione.

 

“A questo punto sono evidenti a tutti le responsabilità di una gestione aziendale che, nonostante azioni di rottura nelle relazioni sindacali (disdetta dei contratti aziendali, disdetta della 14ma mensilità, mancato riconoscimento della rsu aziendale, ecc…), non ha fatto altro che portare l’impresa al baratro con serie possibilità che la chiusura si trasformi in fallimento”, rimarcano all’unisono Uilm E Fiom

 

Per i due sindacati devono essere tenuti insieme l’utilizzo intelligente degli ammortizzatori sociali, la messa in sicurezza delle retribuzioni in arretrato e di tutti i crediti vantati dai lavoratori e la verifica di tutte le possibili soluzioni (partendo da quella di Croci Italia, ma non escludendo nulla) “per consentire la continuità dell’attività produttiva e il mantenimento del maggior numero possibile di posti di lavoro”, concludono le organizzazioni

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