Dometic spiega le proprie ragioni

Nessun passo indietro ma si chiarisce la posizione aziendale

FORLI' - Dometic Italy S.r.l. ha annunciato l'intenzione di consolidare le attività commerciali, lo sviluppo dei prodotti e l'amministrazione a Forlì, cessando le attività produttive (ivi comprese quelle di condizionatori e generatori) che sono svolte in altri impianti più grandi, di società del gruppo.   Questi cambiamenti sono il risultato di condizioni generali di mercato, nonchè della generale strategia produttiva del Gruppo.
"Il gruppo Dometic - si legge in una nota inviata dall'azienda - rispetta sempre la normativa applicabile in ogni luogo ed onora sempre i contratti collettivi".

 

All'inizio dell'estate Dometic Italy S.r.l. ha avviato consultazioni con la RSU e con le Organizzazioni Sindacali ed ha altresì partecipato a riunioni con gli Assessori Comunali e Provinciali preposti. "Purtroppo - prosegue ancora il comunicato inviato dai vertici dell'azienda - da allora il corretto svolgimento dell'attività nello stabilimento di Forlì ha subito serie turbative. Le conseguenze che tali turbative hanno avuto e continuano ad avere su dipendenti, clienti e fornitori sono gravemente negative e Dometic non può che rammaricarsi dell'impatto su tutti coloro che ne sono stati coinvolti".

 
La speigazione sulla "sortita" effettuata ai magazzini in orario notturno, viene così giustificata dalla Dometic: "Di recente, al fine di ridurre le conseguenze negative nei confronti della clientela, Dometic Italy S.r.l. ha cercato di prelevare alcuni prodotti dai propri magazzini in Forlì, per poterli consegnare a clienti che li avevano ordinati e che ne attendevano la consegna. Purtroppo i dipendenti già in precedenza non avevano prestato la loro collaborazione alla spedizione di prodotti ed anche in quest'ultima occasione hanno fisicamente impedito il loro prelievo".  

La vicenda di Dometic inoltre sarebbe stata accostata dalla stampa ad un diverso episodio dove, una società non collegata in alcun modo a Dometic, avrebbe, secondo quanto riportato, cercato di trasferire altrove le proprie linee di produzione, spiegano ancora dal gruppo svedese.

 

"Dometic non intende in alcun modo commentare le scelte imprenditoriali di altri operatori. Il gruppo Dometic sottolinea che Dometic Italy S.r.l. ha cercato di prelevare solo prodotti finiti e componenti. Non si è cercato di prelevare alcuna attrezzatura, macchinario o strumento produttivo - sottolineano ancora dai vertici aziendali - In ogni caso, tali iniziative sono state intraprese solo dopo settimane di confronto aperto con i sindacati e i dipendenti riguardo alla necessità di adempiere alle obbligazioni contratte nei confronti della clientela".  

Håkan Ekberg, President of Global Operations, ha commentato:  “Sono molto preoccupato che le azioni poste in essere dai dipendenti e dalle organizzazioni sindacali possano pregiudicare le prospettive di espansione di Dometic Italy S.r.l. a Forlì, che comprendono il consolidamento a Forlì delle attività commerciali e amministrative e lo sviluppo delle competenze ingegneristiche e di sviluppo dei prodotti in un centro di competenza mondiale.  Il gruppo Dometic resta fermamente determinato ad offrire alla propria clientela la gamma più allettante di sistemi di condizionamento e di generatori e continuerà a porre in essere tutto quanto necessario e possibile per soddisfare le necessità dei nostri clienti.  Dometic Italia S.r.l., come hanno sempre fatto tutte le società del gruppo, è impegnata a trattare tutti i dipendenti coinvolti in modo equo e corretto."

Dometic Italy S.r.l. ha espresso il proprio disappunto che alcuni dipendenti siano venuti meno alle proprie obbligazioni lavorative e che le organizzazioni sindacali sembrino aver sostenuto e forse anche incoraggiato tali azioni scorrette, ivi compresi il blocco dei trasporti verso l'azienda e dall'azienda e le spedizioni di prodotti.

 

L'azienda, infine, assicura che continuerà ad onorare la procedura di consultazione ed auspica con fermezza che le organizzazioni sindacali, la RSU ed i dipendenti  intraprendano passi costruttivi affinchè i dipendenti continuino ad onorare le proprie obbligazioni lavorative durante la procedura di consultazione stessa.

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