23 agosto 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Verde pubblico, un dibattito più facile a dirsi che a farsi

Alberto Conti organizzatore dell’incontro del 3 settembre, risponde alle richieste dei Verdi

FORLI - Sauro Turroni aveva posto non pochi dubbi sull’equità del contraddittorio organizzato dal WWF per il prossimo 3 settembre prossimo.

Come vi abbiamo riportato nei giorni scorsi, il responsabile del Verdi di Forlì e Cesena metteva in dubbio anche l’effettivo ruolo dell’organizzazione ambientalista nella progettazione dell’appuntamento pubblico.

 

Di pochi minuti fa è la risposta a Sauro Turroni inviata da Alberto Conti, con il consenso di Stefano Gotti e Sergio Flamigni.

“In qualità di organizzatore del contraddittorio pubblico previsto per il 3 settembre prossimo, prendo atto delle tue  proposte (Conti si riferisce direttamente a Turroni, ndr.)” che sono state così recepite portando gli ideatori a precisazioni e ulteriori condizioni, rendendo ancora più complessa la situazione.

 

Sembra infatti di trovarsi in piena guerra fredda e la sensazione è che la pesantezza della burocrazia e della politica italiana si manifesti con rinnovato vigore anche in questa occasione, nel momento in cui non si chiede altro che realizzare un “semplice” incontro pubblico: un qualcosa che purtroppo a leggere bene tra le righe, perde di giorno in giorno semplicità alimentando l’idea più dello scontro a scena aperta che del confronto costruttivo e del dialogo.

 

Il WWF propone “che sia il relatore che il controrelatore, scelto autonomamente dagli oppositori al progetto (fra i soggetti invitati), non potranno avere spazio nel contraddittorio successivo per motivi di equità”, che  “il contraddittorio verrà poi svolto dai rimanenti tre oppositori e dai tre sostenitori del progetto (cinque minuti a testa, alternando un intervento dei sostenitori ad uno degli oppositori, in due tornate, quindi dieci minuti a testa in totale)”.

Le modifiche proposte per scendere a compromesso con i Verdi proseguono: “nel corso del successivo dibattito, se chiamati in causa direttamente, potranno ovviamente rispondere sia il relatore che il controrelatore come qualsiasi altra persona presente”. 

Si ribadisce ancora che ogni intervento del pubblico potrà durare al massimo tre minuti. Eventuali repliche dovranno essere contenute nel rispetto della partecipazione.

“Nel caso gli oppositori non concordino – precisano ancora dal WWF - sul nome del controrelatore dopo la relazione del relatore necessariamente si passerà subito al contraddittorio 3 favorevoli + 4 contrari”.

A tirare le fila dell’intera discussione sarà la giornalista de La Voce di Romagna, Maria Neri, unica persona indicata a coordinare, moderare e condurre la serata e incaricata a chiudere il dibattito con una sintesi delle risultanze emerse dai vari interventi. 

 

Ci permettiamo di osservare che botte e risposte come queste, precisazioni continue e scaramucce pubbliche di questo tipo, non solo fomentano un clima poco costruttivo, dividendo l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari, ma alimentano un disinteresse crescente su argomenti come quello che verrà affrontato il 3 settembre prossimo, un disinteresse che all’evidenza dei fatti porta ad un distacco sempre più profondo tra cittadini ed amministratori, tra polita ed elettori.

L’augurio è quindi che si posta assistere ad un clima più disteso e favorevole ad una discussione più serena e meno “tecnocratica”

 

Enrico Samorì

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