23 agosto 2013 - Forlì, Cesena, Cronaca, Politica

Sapro, tre “capi” e un pensiero comune

Le dichiarazioni di Balzani, Bulbi e Lucchi

FORLI' / CESENA - In merito alle notifiche di avviso di fine indagine effettuate dalla Procura della Repubblica di Forlì  che hanno fatto seguito alla inchiesta riguardante su Sapro e al ben comprensibile rilievo che tale vicenda ha assunto in questi giorni sui mezzi di comunicazione e nella pubblica opinione, “vogliamo esprimere alcune valutazioni e ricordare indirizzi e valutazioni che hanno ispirato l’azione dei Comuni di Forlì e Cesena e della Amministrazione Provinciale, in questo nostro mandato, in merito alla vicenda e le iniziative su tale base assunte”: affidano ad una nota congiunta il loro pensiero Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì e Cesena, Roberto Balzani e Paolo Lucchi, rispettivamente sindaco di Forlì e di Cesena.

Tutti e tre prima di tutto ribadiscono il pieno appoggio alla magistratura, “di cui continueremo a seguire con attenzione e rispetto l’operato, così come abbiamo fatto fin dall’avvio delle indagini”, sottolineano ancora  gli amministratori pubblici che si augurano inoltre che l’esito finale porti a chiarire definitivamente i contorni della delicata vicenda e le eventuali responsabilità.

 

I tre amministratori assicurano la massima collaborazione con la giustizia, “in linea con il percorso intrapreso sin dal momento del nostro insediamento, nel giugno del 2009 – scrivono ancora Lucchi Bulbi e Balzani -  Da quel momento, insieme agli altri enti soci di SAPRO, abbiamo operato con convinzione nel tentativo di far uscire la società dalla fase di maggior criticità, secondo uno spirito di piena trasparenza che ha fatto si che le nostre amministrazioni abbiano sempre tenuto informati costantemente la cittadinanza ed i propri organismi consiliari di quanto avvenuto alla società Sapro Spa”.

Gli amministratori ricordano la battaglia per evitare il fallimento di Sapro e le “inevitabili ripercussioni negative per il sistema produttivo del nostro territorio”, una lotta che ancora non si è conclusa tanto che i tre dichiarano all’unisono “intendiamo portare avanti procedendo da subito con le formali verifiche necessarie ai fini di un’eventuale nostra costituzione di parte civile”.

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