20 agosto 2013 - Forlì, Politica, Società

Via Emilia Bis, i nuovi "peones" suonano la carica

Roverelli, "Dodici Km per 230 milioni di euro sono uno spreco di danaro inaudito"

FORLI' - Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Giancarlo Roverelli, rappresentante del Consiglio di zona Sant’Andrea (Forlimpopoli) sull'annosa questione della via Emilia Bis, un argomento che ciclicamente torna alla ribalta e riempie le pagine della politica locale.

 

 

"Anche la politica come la musica ha i suoi “evergreen” che vengono rispolverati ciclicamente.

La Via Emilia Bis è uno di questi!

 

Passano gli anni, cambiano i tempi, cambiano i bisogni, mutano le persone, ma la mamma dei “peones” della politica è sempre più prolifica; ecco allora che alcuni giovani e rampanti politicanti si tuffano a testa bassa a perorare cause che neanche sanno da dove vengono, mentre alcuni vecchi rodati e fidati politici locali andranno a fare i nuovi “peones” a Roma nelle fila della politica nazionale.

 

Da anni un nutrito gruppo di cittadini si batte perché non venga realizzata un’opera inutile e costosa come la Via Emilia Bis, ora anche svariati amministratori e alcuni amministratori di rilevanza locale e territoriali avanzano anche pubblicamente forti dubbi sull’utilità di questa opera faraonica: buon segno!

 

Dodici Km per 230 milioni di euro sono uno spreco di danaro inaudito. La parte di oneri a carico del privato con il “project-financing” (ma che cappero vuole dire?) non mi preoccupa, sono soldi loro! Ma la porzione di denaro pubblico SI, una parte sono anche miei!!

 

Non riusciamo a capire o forse …… questo assoluto bisogno di stendere asfalto a destra e a manca, di sbancare terra, cavare inerti dalle cave sotto la bandiera dello “sviluppo infrastrutturale” del territorio, è rivolto all’interesse di pochi? Credo che coloro che continuano a pensare di rilanciare l’economia del territorio investendo in una strada, capiscono ben poco di infrastrutture e ancora meno di economia. Questa affermazione nasce dal fatto che parecchi anni or sono (4/5 legislature fa), l’amministrazione provinciale diede incarico a dei professionisti di fare uno studio di fattibilità (mi sembra si chiamasse CENTURIE) sull'utilità socio economica dello sviluppo di aeroporto, scalo merci e Via Emilia Bis; l'analisi si concludeva con il consiglio di non investire nell'aeroporto, di non fare lo scalo merci e di non consumare ulteriore territorio per una nuova strada ma di potenziare l'esistente.

 

I campioni di intelligenza che ci amministravano allora – ma per fortuna è cambiato molto a partire dal 2009 - dopo avere commissionato e giustamente pagato la ricerca l'hanno cestinata ed hanno investito una montagna di denaro pubblico nell'aeroporto, nello scalo merci e in una moltitudine di progetti sulla Via Emilia Bis. Il primo lo hanno chiuso, il secondo lo vediamo tutti come (non) lavora e per la terza stiamo ancora qui a discuterne.

 

Se allora eravamo in pieno boom economico nei “magnifici anni ottanta” (quelli in cui è stato creato l’enorme debito pubblico di cui oggi scontiamo tutte le pene), le zone industriali a ridosso delle città di Forlì e Cesena e l’autostrada a 2 corsie, ora siamo con i capannoni vuoti a ridosso dell’autostrada a 3 corsie e in piena recessione con alcuni “luminari” dell’amministrazione provinciale che continuano a sostenere l’utilità della Via Emilia Bis.

 

Concludo con questa riflessione: se un imprenditore sbaglia un investimento ci rimette del proprio, se un politico, con il suo voto (in Consiglio o in Giunta), elargisce denaro pubblico per opere che poi si rivelano un fiasco, ci deve rimettere il suo stipendio presente e futuro! Non è tempo di fare nuovi fiaschi e dunque la si smetta una volta per tutte, come sempre più amministratori locali sostengono, con la sirena della Via Emilia Bis".

 

Giancarlo Roverelli

 

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