29 luglio 2013 - Forlì, Cronaca, Società

Davide “Vikingo” Fabbri contattato dall'autore del lancio di banane alla Kyenge

Per il discendente di Mussolini non ci sarebbe riferimento a Calderoli: “Non solo banane, anche pesche”

PREDAPPIO. “Non senza razzismo, ma quantomeno senza violenza”. È un po' questa la tesi difensiva che oggi pomeriggio, davanti al cimitero di Predappio, hanno sostenuto Davide Fabbri, bisnipote del Duce, e Antonio Pastori Pierleoni, discendente di Papa Anacleto II, in difesa dell'autore del lancio di banane al ministro Kyenge. Davide Fabbri, meglio noto come “Vikingo”, un passato televisivo alle spalle e oggi ristoratore, ha affermato di essere stato contattato da un 22enne cervese, diplomato all'Istituto Alberghiero, che gli avrebbe confessato di essere egli stesso il lanciatore di banane.

Macedonia. Il giovane si sarebbe sfogato con il Vikingo, che qualcuno ricorderà all'Isola dei Famosi, in virtù delle battaglie che Fabbri sta conducendo, da alcuni anni, per “i proletari come me” ha affermato il Vikingo. Sarebbe quindi l'attivismo politico e civile del Vikingo il motivo per cui il giovane, che solo ora si è reso conto del putiferio che ha scatenato, si sarebbe confidato proprio con lui. Fabbri non sarebbe in grado di rintracciarlo, dato che il giovane lo avrebbe contattato anonimamente.

Tra l'altro, è stata questa l'occasione, per il Vikingo, nel fare le veci del suo scapestrato “seguace”, di chiarire che non di solo lancio di banane si è trattato: pare che anche delle pesche siano state lanciate sul palco mentre il ministro Kyenge stava parlando. Una macedonia da prendere letteralmente al volo, che smonterebbe, almeno in parte, secondo il Vikingo, la tesi del razzismo e della premeditazione, essendo le banane, come le pesche del resto, null'altro che la prima cosa che l'attentatore si è trovato tra le mani e non, come sostenuto da più parti, un gesto direttamente correlato all'infausta battuta del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. “Un po' come quando, una volta, si tiravano i pomodori ai comizi”. Dalla verdura alla frutta, insomma. Un passaggio che non può far pensare di essere veramente arrivati alla frutta.

Il Papa. L'incontro tra la stampa e Davide Fabbri è stato anche il modo, per il Vikingo, di inscenare una farsa grottesca al solo fine di presentare tesi discutibili e largamente opinabili su immigrazione e diritti.

Di sicuro impatto la tesi del compagno di viaggio del Vikingo, Antonio Pastori, di professione attore e sorvegliante notturno, che ha duramente attaccato il Papa e il suo viaggio a Lampedusa, invitandolo, quindi, ad accogliere gli immigrati dentro le mura vaticane. Pastori è, a sua volta, discendente di Papa Anacleto II.

Reazione Popolare”. Il discendente del Papa e il bisnipote del Duce si sono quindi recati nella cripta che ospita le spoglie di Benito Mussolini e, inginocchiati ai piedi della sua tomba, hanno giurato di aver udito la vicepresidente della Camera Laura Boldrini parlare, l'8 aprile scorso, di criteri di assegnazione prioritaria degli alloggi popolari a cittadini rom e a extracomunitari con i figli al seguito.

Per far fronte a quella che Fabbri e Pastori ritengono un'ingiustizia, e a molte altre ingiustizie, i due hanno suggellato un “patto d'acciaio”, fondando, di fatto, un nuovo movimento che prenderà il nome di “Reazione Popolare”.

Kabobo. Tra i temi affrontati, e a più riprese, anche quello di Kabobo, l'uomo che nel maggio 2013 uccise con un piccone, senza motivo apparente, tre persone nel milanese. “Se c'era ancora lui” ha dichiarato Pastori indicando il busto del Duce “questo non sarebbe successo”. Dimenticando forse che, se Mussolini fosse vivo oggi, avrebbe centotrent'anni e potrebbe, quindi, avere qualche difficoltà a mantenere l'ordine pubblico.

(Michele Dori)

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